Avellino, quattro domande alla candidata sindaco Biancamaria D’Agostino



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Abbiamo pensato di porre quattro domande ai candidati sindaco della Città di Avellino, concentrando l’attenzione sulle politiche giovanili e sulla storia di ognuno di loro

A rispondere alle nostre domande Biancamaria D’Agostino candidato sindaco per la città di Avellino con la lista della “Lega”.

L’Intervista a Biancamaria D’Agostino

Lei da dove viene? Qual è la sua storia politica e perché ha scelto di candidarsi a sindaco di Avellino?

«Io vivo da quarant’anni ad Avelino qui ho il mio studio legale con mio marito e questa è la prima volta che sono impegnata in politica, non ho ricoperto nessun ruolo in passato e non ho nessuna tessera di partito in tasca, anche per il ruolo di magistrato che ricopro. La mia scelta di scendere in campo è dovuta alla voglia di servire i cittadini avellinesi ed ho capito che non bastava più criticare il vecchio, ma serviva una risoluzione a tutti i problemi».

Siamo alla chiusura della Campagna Elettorale, qual è l’avversario che teme e perché?

«Io non temo nessuno ed allo stesso tempo credo di non essere temuta da nessuno, anche perché non ci troviamo in un agone, ma siamo più aspiranti sindaci che mettono in campo idee diverse».

d'agostino
Biancamaria D’Agostino

Lei cosa prevede nel suo mandato, in caso di vittoria, per quanto riguarda le politiche giovanili nella Città di Avellino?

«Qualora dovessi diventare sindaco il mio progetto per i giovani è quello di una città a loro misura, perché penso che in questi anni non si è dato spazio a loro e c’è bisogno di riportare in città un fermento culturale, economico e sociale. Una mia prima proposta è quella di traferire qui ad Avellino le sedi distaccate delle università vicine a noi come: quella di Fisciano e la “Partenope” di Napoli. Questo perché il mondo dell’università crea un indotto notevole per l’intera città».

Perché il popolo avellinese dovrebbe votare Lei e cosa c’è di differente in contrapposizione agli altri?

«Sicuramente perché non sono il vecchio travestito da nuovo e posso garantire il cambiamento per il mio vissuto, che è agli occhi di tutti, non sono nemmeno legata alle logiche clientelari provenienti dal passato. Non ho alcun legame con coloro che hanno determinato le sorti di Avellino, che noi tutti conosciamo».

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