Avellino, trenta rifugiati alloggiavano in un immobile abusivo



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Avellino, messi i sigilli ad una struttura per rifugiati valutata non agibile

Avellino, chiuse le porte dell’edificio dove alloggiavano circa trenta profughi. La Polizia Municipale, coordinata dal Comandante Michele Arvonio, mette i sigilli alla struttura. La causa è l’abusività dell’immobile. La struttura si trova a pochi passi dal centro storico di Valle.

Il proprietario dello stabile, Lorenzo Genovese, lo aveva affittato alla cooperativa “Engels Italia“, al costo di 3500 euro al mese, ma senza essere in possesso del permesso per costruire e della concessione edilizia in sanatoria. Il Comandante Arvonio, insieme ai suoi uomini, in seguito ai controlli finalizzati alla verifica delle strutture che ospitano i cittadini extracomunitari,  ha messo sotto sequestro lo stabile in contrada Serroni, ad Avellino. Quello che lascia attoniti è la falsa documentazione sul certificato di agibilità , che sarebbe stata rilasciata dal Comune.

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Michele Arvonio Comandante della Polizia Municipale di Avellino

Una struttura di 680 metri quadrati, ma completamente abusiva, che da qualche giorno ospitava circa 30 profughi originari del Bangladesh. Una struttura pericolante, messa a serio rischio a causa dei requisiti minimi di sicurezza statica e di sicurezza degli impianti tecnologici. I profughi sono stati poi  trasferiti nel centro di prima accoglienza, sito in Monteforte Irpino.

Il Comandante Arvonio ha così commentato:

Massima allerta quando si tratta di vite umane.

 

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