venerdì - 26 Febbraio 2021

Avellino, Iandolo: una mozione per rigenerare l’edilizia popolare

UNA MOZIONE PER RIGENERARE L’EDILIZIA POPOLARE AD AVELLINO. Un accordo quadro con l’ACER per restituire alloggi dignitosi agli inquilini Il consigliere comunale di Avellino Francesco Iandolo...
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    Avellino, rinvio apertura della stazione. L’opposizione: “Non ci convince”

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    I Consiglieri di opposizione del Comune di Avellino critici sul rinvio dell’apertura della Stazione Ferroviaria di Avellino 

    Il lockdown ha prodotto un ulteriore effetto negativo per la nostra comunità. La sostanziale chiusura della Stazione ferroviaria di Avellino che nonostante gli annunci continuerà ad effettuare il servizio solo con autobus sostitutivi.

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    Una scelta che non ci convince e che merita una ferma presa di posizione. Ma le responsabilità non sono solo di Regione Campania e Ferrovie dello Stato ai quali chiediamo di accelerare sul completamento dell’elettrificazione della rete tra Salerno, Avellino e Benevento.

    Anche il Comune di Avellino, infatti, avrebbe dovuto fare la sua parte per incentivare l’uso dei treni da parte dei propri cittadini e da parte dei cittadini delle città limitrofe organizzando un sistema complesso di mobilità che possa sostenere con forza questa possibilità.

    Mentre leggiamo di progetti futuri circa il collegamento dell’asse ferroviario con l’Università di Salerno, che permetterà davvero di rivoluzionare la vita di migliaia di pendolari, ancora si attende il trasferimento degli autobus nazionali nel parcheggio della Stazione ferroviaria, un sistema di piste ciclabili e bike sharing adeguato ad un capoluogo di provincia, l’avvio della Metropolitana Leggera – necessariamente supportato da corsie preferenziali – che vede proprio nella stazione uno dei capolinea.

    Anche i progetti sul rilancio di Borgo Ferrovia non hanno senso se non si renderà pienamente operativa la Stazione Ferroviaria e si programmerà una tabella orari degna di questo nome.

    Ma queste sono solo le premesse per una nuova stagione della mobilità cittadina che coinvolge tutta l’Irpinia. Dalla bretella di Codola al futuro collegamento con l’Alta Capacità Napoli-Bari, ma soprattutto il coraggio di investire nel ferro come scelta strategica di sviluppo e crescita del territorio.

    Oggi più che mai, infatti, abbiamo bisogno di mezzi di trasporti sicuri, moderni, ampi e puliti che consentano di mantenere il distanziamento fisico e le necessità di una continua sanificazione degli ambienti e il treno rappresenta una valida opportunità

    I consiglieri comunali

    Francesco Iandolo

    Luca Cipriano

    Marietta Giordano

    Ettore Iacovacci

    Franco Russo

    Nicola Giordano

    Carmine Montanile

    Amalio Santoro

    Ferdinando Picariello

    Monica Spiezia.

    Salerno-Avellino-Benevento, lapio
    Immagine di repertorio

    Sullo stesso argomento anche la Uil, con le parole del segretario Luigi Simeone

    STAZIONE CHIUSA….senza Servizi non si “parte”

    L’Italia e la Campania ripartono ma l’Irpinia resta ancora fuori da ogni prospettiva di ripresa, l’emergenza non ha detto nulla.

    Il Trasporto Pubblico riprende nel Paese e con tutti i limiti e ledifficoltà, per carenza di materiali e personale, prova a dare un segnale di “normalità”, il Trasporta Aereo si avvia per attrarre turisti e relativa economia e riapre gli Aeroporti, i Collegamenti Marittimi nel golfo riportano i turisti nelle isole del golfo, il Trasporto Ferroviario ripristina servizi e ne disegna altri per la stagione estiva, per portare i turisti nel Cilento, ma ad Avellino la Stazione resta Chiusa!

    La fase drammatica che attraversiamo ha detto a chiare lettere che le politiche dei tagli dei servizi sanitari e trasporti su tutti, sono i veri elementi che hanno determinato il dramma dell’isolamento di intere comunità esposte questa volta rischi sociosanitari, proprio per la mancanza di presidi di diritti come sanità e trasporti.

    La desertificazione di intere aree della provincia e determinata dalla impossibilità di muoversi e curarsi, oltre che di studiare, ed appare evidente che riportarci famiglie, giovani e turisti senza questi presidi essenziali, appare un esercizio dello spirito piuttosto che una prospettiva, annunciata e millantata per le aree interne, soprattutto in campagna elettorale.

    Anche vendere case ad 1 euro non funziona se non ci sono i “SERVIZI”

    Quale è la logica secondo cui per l’estate si prepara l’offerta costiera e non quella delle aree interne?

    A quale logica risponde l’assegnazione delle risorse per eventi turistici, che penalizza ancora le aree interne?

    Perché non si capisce che senza trasporti il territorio è desinato all’isolamento totale, e alla chiusura?

    Se logica non esiste, allora c’è una visione sbagliata e becera secondo cui, la Stazione di Avellino non deve aprire, perché in Irpinia non ci deve venire nessuno, o meglio la politica i turisti li immagina da un’altra parte, in altre aree più “vicine” per la regione.

    Riaprire la Stazione subito, non a settembre, programmare l’estate in Irpinia significa dare una spinta alla riapertura anche in Irpinia,perché se restiamo fermi arretriamo e margini non ce ne sono, qui l’emergenza non è finita e ci sono chiari segnali di aggravamento altro che “normalità”.

    CONTINUA SU AVELLINO ZON

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