Il centro sinistra alternativo ha scelto Amalio Santoro come candidato sindaco per la Città di Avellino. Questa mattina la conferenza stampa ufficiale

Al Tennis club “Le Querce” di Avellino era presente un pezzo del centro sinistra, quello che non ha partecipato al tavolo indetto dal Partito Democratico che ha scelto la candidatura di Luca Cipriano come sindaco.

Si è presentato il simbolo della lista “CentroSinistra-SiPuò”, capitanata da Amalio Santoro, con dentro varie espressioni politiche: Sinistra Italiana, Possibile, Rifondazione Comunista, l’Associazione Controvento e tanti altri.

A prendere la parola nella conferenza stampa di presentazione è stata Nadia Arace, candidata a sindaco di “Si Può” e della sinistra non sicuramente unita, nella scorsa tornata elettorale.

Arace ha esortato ad occuparsi di temi che riguardano le famiglie disagiate e coloro che hanno bisogno, per il futuro della città. Poi la parola è passata ad Amalio Santoro.

“Prendiamo tutto il meglio – ha esordito Amalio Santoro – di questa esperienza di Si Può, del lavoro fatto in consiglio comunale, della capacità di aver testimoniato un’alternativa non solo programmatica, un’alternativa di stile a ciò che è avvenuto. Mettiamo in campo un vero compiuto centro sinistra che mette insieme il meglio dell’esperienza cattolico democratica e il meglio del mondo della sinistra cittadina, che rappresenta per me un autentico giacimento di moralità politica”.

Avellino
Amalio Santoro

Non è mancato però un riferimento al Partito Democratico, anche dopo l’invito di Zingaretti ad unire il centro sinistra: “Non so bene che cosa sia il Pd, non si sa bene chi decide, ma mi pare che sono ripiegati nelle loro stanze”.

Per quanto riguarda la presenza di Paolo Foti agli incontri, Santoro, ha dichiarato che rimane critico per il suo operato in 5 anni di sindaco, però riconosce la sua gentilezza: “Sono stato sempre severissimo nei confronti dell’amministrazione Foti, ma c’è stato l’atto di riconoscimento ad una persona che si è dimostrata disponibile nei miei confronti, senza aver preteso nulla”.