Avellino, sardine in piazza: “Non possiamo più sottovalutare il pericolo”



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Si è tenuta ieri il flash mob delle sardine d’Irpinia, circa mille persone in Piazza Garibaldi ad Avellino per difendere i valori della Costituzione

Secondo le stime circa 1000 persone si sono radunate ieri domenica 1 dicembre, in Piazza Garibaldi ad Avellino, per la manifestazione “Sardine d’Irpinia“.

Il movimento partito da tre giovani di Bologna, sta a poco a poco, riempiendo le piazze d’Italia e d’Europa per far sentire la propria voce contro una politica di destra sempre più violenta ed estremista. Nessuna bandiera, né colore politico di rappresentanza, lo scopo delle sardine è infatti, parlare anche ai politici di sinistra, incapaci di reagire alle provocazioni e ascoltare le richieste di un popolo che non si sente più rappresentato.

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Inmancabili i cartelloni, gli slogan e le sardine diventate ormai simbolo di una nuova lotta. Ce n’erano di tutti i tipi, forme e colori, proprio come il mondo auspicato da chi è sceso in piazza. Anziani, adulti, giovani, bambini provenienti da tutta la provincia, sotto le note dell’ inno di Mameli, Bella Ciao, Cento Passi hanno manifestato i propri ideali antifascisti, antirazzisti, contro la camorra, per i diritti, l’ambiente, l’accoglienza e l’uguaglianza.

“C’è bisogno di questo entusiasmo – ha esordito Mariachiara Nazzaro che insieme a Claudio Petrozzelli e Stefano Iannillo ha organizzato il flash mod irpino – siamo qui perché sentiamo il bisogno di ritrovarci nella condivisione dei valori comuni, della solidarietà, dell’uguaglianza, del diritto alla felicità per tutti. 

In questi giorni abbiamo percepito tanto entusiasmo, ma abbiamo ricevuto anche tante critiche. Non solo da chi sta cercando di mettere in discussione i principi e i valori per i quali ci stiamo mobilitando, ma anche da chi quei valori li condivide, ma è troppo stanco e deluso per provare a difenderli. È soprattutto grazie a questo pensiero e a quest’indifferenza che il pensiero disumanizzante impregnato di odio sta dilagando.

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Siamo qui perché non possiamo più sottovalutare il pericolo. Forse questa mobilitazione non cambierà nulla, forse questo movimento sarà l’ennesima meteora, ma almeno ci avremmo provato perché il mondo si cambia con il pensiero e con l’azione. Io riuscirò a perdonarmi di aver creduto nell’illusione, ma non potrò mai perdonarmi di essere rimasta indifferente. Continuerò a provarci e spero di poterlo fare con tanti altri illusi, perché l’aspirazione di voler cambiare il mondo non può appartenere solo ai giovani”. 

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Un’importante iniziativa che richiama alla responsabilità civile. Un’iniziativa che fuoriesce dalle logiche dei social, dai commenti e le sentenze sputate in rete ed invita al confronto pacifico. Il movimento delle sardine rappresenta oggi una speranza per salvaguardare i valori che sono alla base della Costituzione italiana e dai quali, la politica dovrebbe ripartire.

“Questa è una piazza senza bandiere ma un movimento più politico di questo non esiste, non è la piazza di nessuno in particolare, è lo spazio di chi partecipa. Soli non saremmo nessuno, la politica si rigeneri a partire da questo”.

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