Avellino, altra sconfitta: cosa c’è che non va?

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Avellino

Terza sconfitta consecutiva per l’Avellino, che capitola anche con il Pescara di Zeman. La classifica comincia a complicarsi, nonostante sia molto corta. Cosa non va nei Lupi?

Doveva essere la partita del riscatto ed invece è stato tutt’altro. Avellino vincente, in questo speravano i tifosi, invece l’Avellino torna dalla trasferta abruzzese con altri tre punti lasciati agli avversari, uscendo così da un quartetto di partite molto difficili davvero con le ossa rotte. Cerchiamo di notare quali sono i problemi che affliggono i Lupi.

CALO FISICOLa tenuta fisica non è delle migliori. L’Avellino parte sempre con un buon piglio, ma poi con il trascorrere dei minuti di gioco, il fisico non regge l’onda d’urto che nasce dalle fasi offensive degli avversari. Così è stato anche contro il Pescara, con l’Avellino in palla nella prima frazione ma poi nulla di più. Martedì di nuovo in campo con la Pro Vercelli, nella speranza che qualcosa possa cambiare.

CALO PSICOLOGICOMens sana in corpore sano, si dice così; ma nel caso dell’Avellino né il corpore né la mens sono sani, tutt’altro. Detto precedentemente del calo fisico, c’è da denotare un vistoso calo anche psicologico. Prendiamo in esamina le tre sconfitte dalle quali nasce la crisi dell’Avellino: tre gare in cui l’Avellino ha sempre trovato il vantaggio, in una sola circostanza addirittura doppio, salvo poi subire sempre una rimonta, anche quando il tempo di gioco residuo era davvero scarno. La sensazione è che la squadra debba lavorare anche, e forse soprattutto, sull’aspetto caratteriale.

ROSA NON COMPLETA – Nonostante Novellino si professi contento della rosa a sua

Avellino, Bidaoui
Soufiane Bidaoui, autore di uno splendido gol contro il Pescara, gol che però è servito a ben poco

disposizione, sembra che qualcosina alla fine manchi ancora, dal punto di vista dell’organigramma. Esempio, mancano ricambi sull’esterno, tant’è vero che Laverone è stato avanzato a centrocampo e Molina dirottato sull’altra fascia; Bidaoui è devastante ma spesso discontinuo. Oltre ai tre citati, manca qualcuno che possa subentrare, dare fiato ai “titolari” o fornire varianti tattiche: quel qualcuno potrebbe essere Morosini, prossimo al rientro, o magari anche Gavazzi, il quale ancora non vede la fine del calvario infortuni.

SCHIERAMENTOIl 4-4-2 a volte sembra funzionare, alle altre sembra disastroso. Quando si riesce a giocare sulle fasce non ce n’è per nessuno, ma quando c’è da contenere c’è ben poco da fare: il duo costituito da D’Angelo-Di Tacchio non riesce a fronteggiare la manifesta superiorità qualitativa e numerica del centrocampo avversario.

Martedì gara davanti al proprio pubblico, nella speranza che l’Avellino possa tirarsi fuori da questo momento davvero davvero buio.