Avellino, il sindaco Foti: “Avrei dovuto dimettermi ed ho fatto un errore a restare”

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Nella conferenza di fine mandato il sindaco di Avellino Paolo Foti con tutta la sua giunta comunale ha tirato le somme dal 2013 ad oggi

Questa mattina a Palazzo di Città la conferenza di fine mandato dell’amministrazione Foti che ha commentato i cinque anni a guida della Città di Avellino, ammettendo di non essere per nulla pentito della scelta di non candidarsi di nuovo.

«Non mi sono pentito  – ha detto Foti – perché bisogna che i cittadini sappiano che c’è un presupposto, che poi devo rispondere a chi diceva che non mi sono ricandidato perché avevo paura, a prescindere non ho paura di nulla e il presupposto che in campagna elettorale nel 2013 ho detto ai cittadini che mi ascoltavano, che avrei servito la mia città per cinque anni, perché sono un convinto assertore del mandato unico. So bene che la legge prevede il doppio mandato, però io ritenevo che era necessario garantire l’alternanza, cioè dare spazio ad altre energie, dare spazio ad altre intelligenze, dare spazio ad altri entusiasmi».

Sui cinque anni ha affermato: «Poi tirando un consuntivo dei cinque anni, sono stai difficili, faticosi ed altri cinque anni sarebbero stati difficili. So bene che avrei raccolto quello che si è seminato in questi cinque anni, se ne incaricherà la prossima amministrazione, almeno che non voglia cancellare quello che abbiamo messo in campo: finanziamenti, progettualità e richieste di finanziamenti, 18 milioni di finanziamenti europei ed altre misure».

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Un momento della conferenza stampa

Lancia un messaggio forte alla prossima amministrazione e cioè quello di portare avanti un percorso iniziato nel 2013 da lui e dalla sua squadra, per Avellino. Le opportunità, secondo Foti, sono queste e devono essere perseguite.

«Spero che la prossima amministrazione, – continua il primo cittadino di Avellino – qualunque essa sia, non li cancelli e valuti la opportunità e la necessità per questa città. Misure già finanziate utili per questa città che non prevedono cemento, ma sono investimenti per il miglioramento della vita, della mobilità, dell’ambiente, per rilanciare il centro storico».

I due punti cardini di questa amministrazione che hanno reso il mandato difficile, secondo Paolo Foti, sono la parte finanziaria e lo sgretolamento della maggioranza, con il riferimento al Partito Democratico stesso.

Infatti, il sindaco ha detto: «Le questioni finanziarie sono state importanti per questi cinque anni, come anche la questione del frantumarsi della maggioranza per frange, frangette, sotto feudi, potentati e sotto potentati è stato un problema soprattutto del Partito Democratico. Io sono arrivato da un altro mondo e mi sono trovato in una situazione che mi aveva portato dopo un anno a decidere di dimettermi. Li ho fatto un grave errore a farmi convincere a restare dalla segreteria nazionale e regionale del Pd e dal partito locale, un errore gravissimo. Avrei contribuito a far fare chiarezza nel Pd stesso».

Le conclusioni 

«Nessun rammarico, – conclude Paolo Foti – forse solo per le cose che avrei potuto fare, ma un rammarico morale no. Lascio Palazzo di Città sereno nella consapevolezza di essere stato nei confronti di questa comunità: onesto, trasparente e leale. Qualità che nessuno mai mi potrà cancellare perché me le riconoscono in tanti, ma quello che più mi ha reso orgoglioso è che me le riconosce l’opposizione consiliare».