venerdì - 10 Luglio 2020

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    Ai commercianti non va giù la misura prevista dalla nuova Ordinanza del Comune di Avellino, con le forti limitazioni al traffico previste fino a fine anno

    <<Domani alle ore 18:30 per 5 minuti, tutti i negozi della città spegneranno le luci in segno di protesta contro questa ordinanza che rischia seriamente di compromettere molte, tante, troppe attività commerciali !!!
    Dimostreremo per la prima volta nella storia di questa città quanto siamo uniti e quanto siamo esausti!!
    Senza le nostre attività questa città può chiudere…
    Sono invitati tutti gli organi di informazione !!!
    Inoltre informiamo già ed invitiamo tutte le testate giornalistiche e televisioni sabato mattina alle ore 9:30 in piazza libertà per una conferenza stampa che vedrà per la prima volta la partecipazione di tanti ma proprio tanti commercianti da poter considerare come location utile soltanto una piazza!!
    Tutti i negozi, che aderiranno alla protesta, sabato mattina apriranno alle ore 10:00 !!!>>

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    Circola da ore, sui social, questo comunicato dei commercianti, pronti a scendere letteralmente in piazza contro l’ordinanza n°521 del 15/11/18 del Comune di Avellino, allegata di seguito.

    Ordinanza 521

    Di cosa parla l’ordinanza?

    Si rende chiaro da subito, nell’ordinanza, che le misure di cui si parla sono frutto di una politica di protezione ambientale e miglioramento della qualità dell’aria che deriva da decreti legge nazionali e direttive comunitarie (si leggano le premesse). Si ricorda, inoltre, che la Giunta comunale di Avellino ha approvato il 4/02/14, quindi più di quattro anni fa, il “Piano d’azione per il contenimento dell’inquinamento atmosferico” che prevedeva l’adozione di apposite misure, qualora i livelli di inquinanti nell’aria del capoluogo avellinese fosse aumentata oltre le soglie previste. Non c’è dubbio, dunque, che per arrivare alle misure che stiamo per descrivervi, le analisi atmosferiche dell’Arpac non abbiano restituito risultati confortanti. Compreso, dunque, che nel redigere l’ordinanza sono stati seguiti i parametri UE relativi alla presenza nell’aria del particolato PM10 e PM2.5 (le ben note polveri sottili) e del biossido di azoto (NO2, che deriva principalmente dai processi di combustione), possiamo procedere ad analizzare in cosa consiste effettivamente l’ordinanza.

    1. Limitazione della circolazione dei veicoli (Diesel Euro 0-4 e Benzina Euro 0-3) dalle 8.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alle 20.00.

    Questo è proprio il punto più dolente. I commercianti lamentano un danno ingente alle loro attività derivante proprio da questa misura. In primo luogo per eventuali fornitori o corrieri delle attività commerciali impossibilitati a raggiungere la meta, in secondo luogo per il minore afflusso di clientela, dettato dall’impossibilità di circolare con le proprie autovetture.

    Per quanto riguarda i motori a benzina, un’auto inferiore all’Euro 4 vuol dire che è stata fabbricata prima del 2006. Quindi sarebbero escluse dalla circolazione le auto con più di dodici anni. Uno svecchiamento evidentemente necessario per l’ambiente.

    Naturalmente, da questa limitazione, vengono esclusi i veicoli elettrici o ibridi, gpl o a metano, oltre ai mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine, nonché veicoli con adeguati permessi (portatori di handicap, medici in visita domiciliare ecc…).

    2. Divieto di mantenere il motore acceso in fase di stazionamento.

    Si impedisce, sostanzialmente, ai veicoli in sosta di tenere il motore acceso per un tempo, precedente alla marcia, pari a cinque minuti per gli autobus e tre minuti per tutti gli altri veicoli.

    3. Riduzione di quattro ore dell’attivazione degli impianti termici.

    In sostanza, si limiterebbe ad otto ore l’accensione giornaliera dei riscaldamenti. Sono escluse, naturalmente, le strutture socio-sanitarie e le scuole, oltre quelle attività (piscine, saune) o industrie in cui gli impianti di riscaldamento rientrano nelle esigenze del prodotto offerto o della filiera di produzione.

    4. Limite della temperatura media di 19° con tolleranza di 2°.

    5. Divieto di utilizzo dei camini aperti.

    6. Divieto di utilizzo di camini chiusi e stufe con rendimento inferiore al 63% o di impianti di biomassa con classe inferiore alle tre stelle

    Per rendimento si intende quello termico, ovvero la quantità di calore effettivamente disponibile rispetto a quello potenzialmente erogabile.

    7. Obbligo della chiusura delle porte degli esercizi commerciali.

    In questo caso, ovviamente, per evitare dispersioni termiche.avellino

    Le proposte impossibili di Confcommercio

    Per venire incontro alle esigenze dei commercianti, Confcommercio ha messo sul piatto delle discutibili controproposte rispetto alle limitazioni del traffico ad Avellino:

    1. Modifica dell’orario di limitazione del traffico dalle 8.00 alle 8.30/9.00.

    L’intento è quello di facilitare il raggiungimento dei posti di lavoro, ma non si tiene conto che, in questo caso, nel rispetto delle ore complessive, andrebbe posticipata la chiusura della limitazione.

    2. Applicazione dell’Ordinanza anche nei comuni limitrofi.

    Premesso che con l’accordo del 26/01/18 i comuni ricadenti nell’area urbana di Avellino (Manocalzati, Atripalda, Ospedaletto D’Alpinolo, Montefredane e Capriglia), hanno già dato pieno supporto alle misure ambientali del capoluogo, purtroppo, nulla potrebbe la Giunta avellinese sugli altri comuni.

    3. Creazione di aree parcheggio con servizio navetta.

    A quanto pare se ne parla già al Comune e sarebbe un servizio di indubbia utilità, oltre che un incentivo per tutti a lasciare fuori dal centro le proprie vetture per usufruire dei mezzi pubblici. Misura auspicabile.

    4. Sospensione del provvedimento dall’8 al 24 dicembre.

    Sicuramente è il periodo dello shopping natalizio, quello più intenso e remunerativo per i commercianti, ma è anche il periodo di maggiore inquinamento ambientale. Difficile mediare da questo punto di vista.

    5. Consentire almeno alle diesel Euro 4 di circolare.

    Sicuramente è una misura piuttosto restrittiva, ma i dati ambientali sulle emissioni ci dicono che è necessaria. Ad ogni modo, è comprensibile il disappunto di chi, possedendo un’auto diesel Euro 4, non così vecchia, non possa circolare.

    6. Consentire ai mezzi commerciali di circolare liberamente.

    Non rientrano in quei mezzi che hanno impellenti necessità di spostamento, in qualsiasi ordinanza che riguardi il traffico. Considerando l’apporto in termini di volume di gas emessi di eventuali camion o simili utilizzati ad uso commerciale, risulta evidente che si rischierebbe di falsare la “bonifica” dell’aria avellinese.

    7. Consentire agli under 65 di circolare liberamente.

    Qui è lecito pensare che ci sia stato qualche problema con l’inglese. Gli under 65 sono praticamente la maggioranza dei guidatori, quindi una misura del genere renderebbe inutile il provvedimento. Ad ogni modo, anche se si parlasse degli over 65, la fetta di guidatori sarebbe ugualmente troppo grande, a tal punto da poter compromettere la misura.

    8. Pubblicizzare attraverso i media l’Ordinanza.

    Su questo punto speriamo di aver contribuito a fare chiarezza.

    Queste le richieste nel documento a firma del direttore Oreste La Stella e del coordinatore Giulio De Angelis con prot. n°153/2018.

    Non resta che attendere la manifestazione di domani per ascoltare le ragioni dei commercianti che si sentono parte lesa in un aggiornamento normativo che Avellino e non solo devono fare per camminare di pari passo con le esigenze dell’ambiente. Naturalmente è pienamente comprensibile il timore di chi vede applicare queste misure in un periodo di estrema produttività dal punto di vista commerciale.

     

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