venerdì - 28 Gennaio 2022
More

    «The Invisible Cities», Avellino città di concrete visioni

    Ultime Notizie

    Le città invisibili si materializzano all’«AXRT Contemporary Gallery» di Avellino, con le opere di Max Coppeta e le performance di Margherita Peluso

    Sabato 23 febbraio, la città di Avellino è diventata centro di un importante esperimento di contaminazione di diversi linguaggi espressivi dell’arte contemporanea: performance, letteratura, installazione, scultura, pittura.

    - Advertisement -

    «The Invisible Cities» è il titolo di un percorso estetico di un viaggio immaginario. Protagonista è la performer Margherita Peluso, guida di un racconto in riferimento a «Le città invisibili» di Italo Calvino, in simbiosi con la ricerca di Max Coppeta, per fare esplorare in tutte le direzioni il pensiero che si nasconde dietro alle opere.

    «The Invisible Cities»-Avellino
    Foto © Rosario Spanò | proDUCKtion.it
    Copyright © Max Coppeta. All rights reserved.

    La funzione è duplice: comprendere l’opera e farsi opera. Sono innovativi i materiali dei lavori (metacrilato, pvc, colle, resine), che riproducono urbanizzazioni inedificate e organizzate in un ordine schematico, amplificandone la desolazione sociale dei nostri tempi. Queste città vivono il caos come abitudine quotidiana e la Peluso, nelle sue tre azioni performative, porta all’eccesso questa distorsione del fare umano; è così che il pubblico, a tratti infastidito o totalmente immerso, ne percepisce come innaturale questo stato confusionale.

    «The Invisible Cities»-Avellino
    Foto © Rosario Spanò | proDUCKtion.it
    Copyright © Max Coppeta. All rights reserved.

    La performance «La città e i segni» («Appunti opachi», 2018) è la prima tappa nel nostro cammino: parole assemblate su ispirazione della poesia Dada in chiave Sound Poetry, per subliminare l’idea di disorganizzazione attraverso una visione cinematografica.

    «The Invisible Cities»-Avellino
    Foto © Rosario Spanò | proDUCKtion.it
    Copyright © Max Coppeta. All rights reserved.

    «La città e gli occhi» («Vanity», 2018) è il racconto dello sguardo duplice che censura se stesso, deformandosi fino ad annullarsi completamente. Attuale è l’emulazione di modelli estetici che giustificano atti di vanità per raggiungere l’apprezzamento collettivo, sacrificandone il sé.

    «The Invisible Cities»-Avellino
    Foto © Rosario Spanò | proDUCKtion.it
    Copyright © Max Coppeta. All rights reserved.

    Ultima tappa, ma solo di questo viaggio è «La città e il cielo» («Lost», 2016). Gli occhi non sono rivolti verso l’alto, ma costretti nelle profondità. Di matrice teatrale è questa esperienza, dove la performer destabilizza l’equilibrio dello spettatore per fare percepire l’instabilità’ della natura umana, parlando con la propria ombra. Riconduce a dei riti magici per valorizzare il futile, per renderlo necessario.

    «The Invisible Cities»-Avellino
    Foto © Rosario Spanò | proDUCKtion.it
    Copyright © Max Coppeta. All rights reserved.

    La tela, da sempre supporto fondamentale per la pittura, dimentica per un attimo il suo fine ultimo. Margherita Peluso, per un istante, veste i panni indigeni e nell’atto dello sputare ricopre la superficie bianca. Molteplici sono le chiavi di lettura per questo gesto, dove forza fisica e concentrazione mentale diventano arte. Se sciamanico è l’atto, visivo è il risultato. Reale e sovrannaturale si sovrappongono, rievocando una possibile cura dagli eccessi per risvegliare nuovi stati di coscienza.

    «The Invisible Cities»-Avellino
    Foto © Rosario Spanò | proDUCKtion.it
    Copyright © Max Coppeta. All rights reserved.

    La raccolta dei lavori è unita dall’idea di voler rappresentare diversi momenti creativi come fossero città mentali, per questo invisibili.

    Leggi anche: «Al via la mostra di TTOZOI a San Francisco. Il duo sbarca negli USA»

    Latest Posts