L’Avellino capitola anche a Venezia: altra sconfitta per i Lupi



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Avellino, Calcio

3-1 per il Venezia e Avellino che aggiunge un’altra sconfitta al suo score: si è toccato il fondo per quanto riguarda la prestazione messa in campo dagli uomini di Novellino

Si attendeva una reazione da parte dell’Avellino dopo la sconfitta con il Foggia ed il pari subito in extremis con il Cesena: reazione che puntualmente non è arrivata. Urge darsi una svegliata, e subito, perché le squadre alle spalle dell’Avellino non staranno sempre a guardare.

LA PARTITAAvellino arrendevole, mai così pessimo in ventisei giornate di campionato e la gara con il Venezia è l’emblema di questa situazione di difficoltà. Poche azioni palla a terra, difficile poter arrivare in area e diventare pericolosi; difatti solo un tiro nello specchio, quello del gol di Asencio, e non una parata di Audero in tutto l’arco della partita. Partita spaccata in due, con il primo tempo completamente regalato al Venezia; nel secondo qualcosa si è visto, ma nient’altro che ben poca cosa. Le assenze dovute all’infermeria affollata non costituiscono un alibi, ma comunque rendono l’Avellino più debole.

Avellino, Audero, Venezia
Emil Audero, portiere del Venezia, quest’oggi assolutamente inoperoso con neanche una parata da mettere a referto

COSA FARE – Cosa fare dunque per poter quantomeno cercare di uscire da questa perdurante situazione di difficoltà? Migliorare il gioco, o meglio cominciare a giocare, perché se il gioco dell’Avellino è quello che si è visto oggi in laguna, la Lega Pro non può che avvicinarsi insistentemente. Recuperare qualche infortunato, magari qualcuno che potrebbe dare certamente il suo apporto, penso specie a Castaldo, che in quanto a tecnica e ad esperienza di certo non defetta. Alcuni suggerirebbero anche il cambio allenatore, con il quale colui che scrive non è assolutamente d’accordo per due semplici ragioni:

  • Novellino fa quel che può (non abbastanza) con quello che ha, alla luce anche del mercato di riparazione che sostanzialmente si dimostra inutile, vista un’altra panchina di Vajushi, l’inesperienza di Wilmots, Cabezas che sembra scomparso, tutti elementi che almeno per ora non stanno influendo positivamente.
  • Il parco allenatori, quelli per così dire, a spasso, non offre grandi garanzie di risalita; in virtù di ciò, non c’è motivo per il quale Novellino non possa risanare questo Avellino, proprio come ha fatto quando subentrò a Mimmo Toscano.
  • Ultimo punto su cui bisogna recuperare: l’attenzione. Anche oggi, così come accaduto con Cacia la scorsa settimana e con l’ormai celebre Minala ’96, l’Avellino tende troppo ad alzare bandiera bianca negli ultimi dieci minuti di gara ed ancor di più nel recupero: troppi cali di attenzione che ahiloro, stanno costando caro.

Non ci resta che aspettare. Nel prossimo turno al Partenio arriva il Novara, che all’andata fu battuto a domicilio, in una delle rare vittorie esterne dell’Avellino. Altro giro, altra giostra, con la speranza che magari a divertirsi, a partire dalla prossima settimana, sia l’Avellino e la sua tifoseria.

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