Avellino, violenza sulle donne. Ti amo da vivere



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Ad Avellino, il 25 novembre, si discute della violenza sulle donne. “Ti amo da vivere, non da morire” è il senso dell’incontro 

Il 25 novembre, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, al Circolo della Stampa di Avellino in Corso Vittorio Emanuele, ci sarà un incontro dal titolo Ti amo da vivere, dalle ore 18 alle ore 20:30.

Ti amo da vivere.
Non ti amo da morire.
Mettere in una sola frase il concetto di amore e quello di morte è una contraddizione.
L’amore è vita.
Se non è così, allora mi dispiace, non è amore.

È questo il vero senso dell’incontro, il concetto di amore lontanissimo da quello di morte. E se a scrivere questa poesia è stata una ragazzina di 17 anni, probabilmente tutti ci possono arrivare, tutti ci possiamo e dobbiamo arrivare.

L’evento, che sarà pubblico, è stato organizzato dalla CGIL di Avellino (Camera del Lavoro territoriale).

Violenza

Per l’occasione  Rita Nicastro, Presidentessa Coordinamento Provinciale Ni Una Menos, ha rilasciato una dichiarazione:

Perché esiste il 25 novembre? L’ONU ha istituito in questa data, nel 1999, La giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne in ricordo delle sorelle Mirabal, attiviste contro la dittatura in America Latina.

Furono massacrate dai militari, furono torturate e la loro morte divenne un atto di presa di coscienza per il popolo domenica no, che si ribellò alla dittatura.

Questa giornata è un momento per ritrovare un po’ della memoria storica condivisa, delle lunghe lotte delle donne per ottenere rispetto e diritti. Le sorelle Mirabal furono uccise per fermare il loro grande impegno politico.

Oggi a fare violenza sulle donne sono gli uomini con cui hanno una relazione; ogni 72 ore solo in Italia c’è un femminicidio che coinvolge anche le bambine. Il25 novembre 2019 ci costringe anche a doverci confrontare sulle assurde sentenze che annullano condanne per violenza di gruppo, compiute da giovani e giovanissime belve senza emozioni.

Ecco la nota più negativa da registrare, nonostante il proliferare di leggi a tutela delle donne vittime di abusi, giustizia molto spesso non viene fatta.

L’associazione Ni Una Menos vuole rilevare con forza che queste violenze sono riconosciute dalla convenzione di Ginevra come violazioni dei diritti umani.

Questa convenzione impone anche ai paesi coinvolti ad istituire un consultorio ogni 20.000 abitanti. Avellino ha diritto, quindi, a ben tre consultori.

Le richieste e l’impegno della CGIL sono incentrata da alcuni anni, come quello della nostra Associazione, sulla riapertura di Consultori cittadini e a livello nazionale sulla tutela dei diritti delle donne sui luoghi di lavoro.

Non c’è Libertà per le Donne, né fine della Violenza in un Paese dove alcuni politici incutono all’odio e alla Discriminazione”. 

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