mercoledì - 10 Agosto 2022
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    Bagnoli Irpino, termina con successo l’evento “Stracci al vento… di Pace”

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    Si è conclusa oggi la manifestazione Stracci al vento… di Pace, che a Bagnoli Irpino ha suscitato l’interesse di adulti e bambini.

    Bagnoli Irpino – Ancora per poche ore, le opere di artisti internazionali, trasposte in “stracci d’arte”, sventoleranno tra gli alberi di Piazza Di Capua in segno di pace, mentre nel Parco Tommaso Aulisa alcune installazioni di artisti locali sono state esposte a denuncia degli orrori della guerra, di tutte le guerre.

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    In segno di pace e contro ogni conflitto, richiamando idealmente il caloroso senso di accoglienza e la colorata vitalità della città di Napoli e dei suoi caratteristici quartieri, così come ideata da Enzo Marino e dalla Free International Artists, la rassegna d’arte Stracci al vento… di Pace espone un centinaio di opere di artisti internazionali, trasposte in “stracci d’arte”: «stracci che si muovono in ogni direzione sventolando e cambiando forma, esaltando una volta un colore una volta l’altro. Sono opere in continua evoluzione ma con un tema unico: la Pace. Soffermandoci su tali opere, vorremmo invitare a riflettere sulle atrocità e le barbarie della guerra e sulla nostra reale volontà di pace!», come ha tenuto a sottolineare Maria Rachele Branca.

    In quanto Presidente di Palazzo Tenta 39, nonché direttrice artistica della manifestazione ed artista in mostra, Maria Rachele Branca ha voluto fare anche alcuni ringraziamenti: «Promosso e voluto fortemente dall’Associazione Palazzo Tenta 39, con il sostegno della Proloco Bagnoli-Laceno e il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, questo evento è stato reso possibile anche grazie al prezioso contributo e sostegno degli sponsor ACCA Software e CO.ME.I.PA. S.r.l., del pubblico e degli artisti che con le loro performance e le loro opere hanno reso possibile tutto questo».

    Ha poi aggiunto: «In questo complesso momento storico ci siamo chiesti quale fosse il ruolo dell’arte: sono, infatti, gli artisti ad intercettare per primi i momenti di cambiamento. L’arte non è decorazione, non è legata all’estetismo, è linguaggio: ed è per questo che esprimiamo il nostro dissenso attraverso un mezzo che non ha mai smesso di comunicare con la società. Così abbiamo scelto di portare Stracci al vento …di Pace, un evento artistico culturale in piazza perché la piazza è lo spazio di tutti».

    Un senso di inclusività, che parte dal basso e che nel percorso della manifestazione si è legato più volte alla citazione contestuale di Pier Paolo Pasolini, per omaggiare la sua figura ed il suo legame con Bagnoli Irpino nel centenario della sua nascita, a partire dalle letture comparate delle opere tenute da Silvia Brizioli, Francesca Bocchino, Sara Gatta, Andrea Marchetti e Liviana Musacchio.

    All’esposizione degli stracci in Piazza di Capua, si lega anche un percorso espositivo negli spazi del Parco Tommaso Aulisa, che, con la curatela di Rossella Della Vecchia, ha dato forma ad un dialogo scultoreo-installativo sul tema, tradotto nelle opere di 9 artisti irpini e campani: Gabriella Aulisa, Luca Branca, Maria Rachele Branca, Vittorio Iannino, Alessandra Lanzetta, Enzo Marino, Emiliano Stella, Ernesto Troisi e Stefano Volpe.

    «Rimarcando l’astrattezza che oggi permea lo scontro ideologico tra pace e guerra, alcuni degli artisti si sono serviti di oggetti tratti dal nostro quotidiano o dal suo immaginario, ricontestualizzandoli come ready-made, materiali di recupero o riletture di icone e reportage, nell’intento di instaurare un’immediata connessione con l’osservatore» – ha dichiarato la curatrice Rossella Della Vecchia al nostro inviato.

    «Le opere selezionate -6 delle quali appositamente realizzate per l’occasione- sono state installate come parte integrante del parco: ciò, oltre alla logistica di una mostra all’aperto, si confronta anche con una specifica scelta curatoriale, che, nella connaturata demarcazione di un’arte di trincea, vede contrapporre la loro metaforica immanenza al suolo agli “stracci” issati nell’etereo abbraccio ad un globale orizzonte di pace. L’ancoraggio al terreno simboleggia, però, anche un rinvigorito contatto con l’energia vitale della natura, capace di infondere la speranza di un utopico germoglio anche sul terreno più dissestato» – ha poi concluso.

    CONTINUA SU AVELLINO ZON

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