Banda dei distributori: arrestato il secondo criminale



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Il secondo membro della banda dei distributori è stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile della questura di Avellino grazie all’aiuto dei filmati

Finalmente è stato trovato e arrestato il secondo membro della banda dei distributori che, a lungo, ha seminato panico. Si chiama Stefano Ranucci (34 anni) il bandito arrestato dalla Squadra Mobile della Questura di Avellino, capitanata da Marcello Castello. La banda dei distributori si era dimostrata attiva nei territori di Avellino, Mercogliano e Monteforte nello scorso mese di luglio. Ranucci è stato arrestato all’alba di questa mattina a Napoli dove vive con la sua famiglia. Gli agenti hanno ottenuto le prove della sua colpevolezza dalle telecamere a circuito chiuso installate nei distributori presi di mira dalla banda. Sia Ranucci che suo cugino complice hanno trascorsi criminali. Attualmente la Polizia ha dichiarato Ranucci colpevole solo delle rapine portate a termine nel Mandamento della banda, non ancora di quelle avvenute ad Avellino e provincia. In ogni caso, le modalità di azione sono simili, benchè sia stato usato uno scooter diverso e questo rende dubbiosi gli inquirenti. Gli Agenti non sono riusciti a recuperare la refurtiva e il motorino con il quale venivano messi a segno i colpi risulta rubato e con targa contraffatta. Come sottolineato dal capo della Mobile Castello, la refurtiva sarà difficile da recuperare e probabilmente è già stata immessa nel mercato fiorente della criminalità organizzata. I furti ai distributori di benzina rispettavano sempre lo stesso copione: agivano a bordo di uno scooter Yamaha T-Max, con caschi integrali e tuta, uno dei due brandiva la pistola con cui minacciare i poveri malcapitati.

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I primi fatti criminali risalgono all’8 luglio scorso, quando la banda dei distributori prese d’assalto il Mambo Cafè e l’Eni Pit Stop Cafè, entrambi di Avella, dalle 15.00 alle 16.00. In quella stessa giornata era stato programmato anche un altro colpo sulla Nazionale verso Sperone, ma in quel caso furono messi in fuga. Fu in quella stessa giornata che fu arrestato in flagranza di reato, grazie alle telecamere di sicurezza Antimo Ranucci, trovato in possesso delle chiavi dello scooter con cui erano stati messi a segno i colpi.

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