martedì - 24 Maggio 2022
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    Berlusconi Presidente della Repubblica, se De Mita dice No un altro irpino dice Si

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    Per l’elezione del Presidente della Repubblica l’Irpinia si divide tra Ciriaco De Mita che afferma il suo no a Berlusconi e chi come Rotondi che lo acclama e conta i voti

    Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera di ieri, nello spazio dedicato all’elezioni del Presidente della Repubblica ha analizzato, in breve, la storia del nostro Gianfranco Rotondi che fa propaganda per Silvio Berlusconi nuovo presidente. Nostro perché è irpino ed abita ad Avellino ed in quanto irpino viene da una tradizione democristiana forte, quella, come afferma Roncone, fatta di personaggi come De Mita, ad esempio di cui si è sempre visto in contrapposizione.

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    Ciriaco De Mita
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    Ciriaco De Mita che qualche giorno fa, intervistato dal Tg2 sulle imminenti elezioni del Presidente della Repubblica alla domanda: “Le elezioni di Cossiga è la riprova che anche un candidato divisivo può diventare Presidente della Repubblica e anche rapidamente. Secondo lei questo vale anche per Berlusconi?”, risponde con un sontuoso “Chi? E chi lo vota?”.

    Quasi ad ammonire chi oggi sta facendo propaganda politica per regalare al Cavaliere di Arcore sette anni di presidenza, dopo quasi trent’anni dalla sua famosa “discesa in campo”.

    A cominciare da Gianfranco Rotondi, che quando decise di sposarsi scelse come testimone di nozze proprio Silvio Berlusconi.

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    Gianfranco Rotondi

    Proprio Rotondi però oggi si erge a capopopolo di un forte ed insistente innamoramento nei confronti di un Silvio Berlusconi che dovrebbe, a suo malgrado, arrivare a ricoprire la prima carica dello stato per i prossimi sette anni.

    Ancora Roncone: “I democristiani, da subito, imparavano la dottrina della misura, dell’opportunità, della prudenza ai limiti della scaramanzia; invece sentite questo Rotondi cosa va a dire in giro: «L’elezione di Berlusconi? Complicata, tuttavia i miracoli avvengono».

    E il peso delle sentenze? «Anche Gesù fu vittima di una condanna». Ma non è un personaggio divisivo?

    «Silvio è un uomo candido, semplice, pulito. Come può essere discusso?»”.

    Poi Roncone lo contatta telefonicamente incredulo di queste dichiarazioni provenienti dalla bocca di un democristiano e Rotondi risponde da Avellino e dice di essere davvero lui quello delle dichiarazioni e continua:

    «Guardi: vuol sapere, in questo momento su quanti voti può contare Silvio? 480. Che possono diminuire, certo. Ma anche crescere».

    Termina così il dubbio di Roncone. È davvero Rotondi a contare i voti di Berlusconi ed è davvero lui a fare propaganda. 

    Gianfranco Rotondi

    Studente al Liceo Classico Pietro Colletta di Avellino, si iscrive nel 1975 nella Democrazia Cristiana e nel 1979 fonda il movimento Proposta ’80, vicino alle posizione di Gerardo Bianco e in antitesi alla leadership provinciale e nazionale di Ciriaco De Mita.

    Si laureò poi in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Salerno, e aderì, dopo la dissoluzione della Democrazia Cristiana, al Partito Popolare Italiano con il quale viene eletto deputato nel 1994 (risultando tra i pochi eletti della coalizione centrista Patto per l’Italia nei collegi uninominali). Divenne giornalista professionista nel 1997.

    Nel 2003 si sposa con Maria Grazia Spatola, farmacista, da cui avrà tre figlie: Mariangela, Daria e Federica. Suo testimone di nozze è Silvio Berlusconi.

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