Alla Biblioteca di Montevergine la storia dell’Abadessa del Goleto

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Montevergine

Chi era Marina II l’Abadessa del Goleto ce lo svela il libro di Edoardo Spagnuolo in occasione dell’ultimo appuntamento del Maggio dei Libri organizzato dalla Biblioteca statale di Montevergine

Ieri pomeriggio, presso la Biblioteca Statale di Montevergine, secondo ed ultimo appuntamento del Maggio dei Libri a Mercogliano con la presentazione del libro del prof. Edoardo SpagnuoloL’Abadessa del Goleto Marina II e la sua famiglia”.

MontevergineAd aprire l’incontro il Direttore della Biblioteca Padre Gerardo Di Paolo che ha salutato tutti i presenti ed introdotto l’argomento oggetto della discussione insieme alla dott.ssa Rosalba Capone ed il personale tutto. Chi era Marina II e cosa conosciamo della storia di questa Abadessa che tra il 1225 e 1230 viene eletta badessa di una delle abbazie più belle del Sud Italia, l’Abbazia del Goleto di Sant’Angelo dei Lombardi?

Ce ne ha parlato Edoardo Spagnuolo, ricercatore storico, appassionato di storia medioevale, scrittore già di altri testi sulla storia della nostra Irpinia, appassionando i presenti e coinvolgendo anche gli studenti dell’Istituto Imbriani presenti in biblioteca per il progetto alternanza scuola lavoro.

Ma veniamo a Marina II o dovremmo dire Mansella, sì perché questo sarebbe secondo la ricostruzione fatta dallo scrittore il vero nome dell’Abadessa che non fu l’unica del Goleto, ma di cui si è riuscito a risalire alle origini familiari e così a capire perché proprio con lei l’Abbazia ebbe uno dei momenti più floridi.

Maggio dei libri
Pubblicazioni di Alessandro Spagnuolo

La famiglia di Mansella era una famiglia dell’aristocrazia normanno-sveva che risiedeva nel castello di Armaterra vicino Calitri. Era figlia di Gilberto II di Balvano, una famiglia che per generazioni era benefattrice nei confronti dell’Abbazia e della Chiesa di S. Maria a Pirno che divenne una delle chiese alle dipendenze del Goleto.

Allora l’Abbazia gestiva numerose proprietà fatte di terreni, boschi, allevamenti, vigneti, ecc e poiché l’allora re Federico II aveva ottimi rapporti con la famiglia di Mansella, sembrò essere conveniente eleggere lei come abadessa che era a capo di una vera e propria cittadella medioevale con tanto di cinta murarie, una torre, una vera e propria struttura militare difensiva.

Tutto questo e molto altro nel libro del prof. Spagnuolo.