Connect with us

Cultura

Borgo dei Filosofi: il riassunto della seconda giornata

Avatar

Published

on

borgo dei filosofi

Continua il Borgo dei Filosofi, altri ospiti eccellenti hanno trattato il tema dei migranti offrendo tanti spunti di riflessione

[ads1]

13000382_1764492110437448_1984689029_o

Emilio Baccarini (al centro)

Si è conclusa ieri sera la seconda giornata del “Borgo dei Filosofi”, la manifestazione organizzata dal Forum dei Giovani di Avellino, che ha avuto come location il Liceo Classico “Pietro Colletta”, in mattinata, e l’ Istituto Alberghiero “Manlio Rossi Doria” per gli appuntamenti pomeridiani. Alle 9:30 un folto numero di alunni, nella palestra della scuola, ha assistito alla lectio magistralis del Prof.  Emilio Baccarini, studioso della fenomenologia e del pensiero ebraico contemporaneo, a cui ha dedicato numerosi saggi, e che negli ultimi tempi si è occupato di antropologia della differenza e dell’alterità; inoltre insegna Antropologia filosofica e Filosofia morale all’Università di Roma Tor Vergata. Il Professore ha parlato di filosofia stanziale, in particolare del principio della stanzialità occidentale. Ha affermato che la nostra è una cultura “egonomica”, che si traduce in una dominanza dell’io. Occorre che il pluralismo diventi una condizione necessaria per la ricerca di una verità più ampia e questo pluralismo può avere anche il nome di solidarietà, in modo che la nostra identità sia aperta ad altre identità per formare un’identità superiore. Alle 11:30 di questa seconda giornata di Borgo, si è potuto assistere all’intervento di Mostafa El Ayoubi , giornalista che si occupa di politica internazionale e dei grandi scenari geopolitici attuali, caporedattore di “Confronti”, una rivista di dialogo interreligioso, politica, società, ecumenismo e dialogo interculturale, e collaboratore dal 2006 di “Nigrizia”, la rivista mensile dei missionari comboniani dedicata al continente africano e agli africani nel mondo.

Mostafa El Ayoubi

Mostafa El Ayoubi

Questi ha spiegato che la presenza dei musulmani in Europa deriva dal boom economico che c’è stato dopo la seconda guerra mondiale e che necessitava di manodopera proveniente dalle colonie dei paesi occidentali, in particolare della Francia e dell’Inghilterra. Il problema dell’integrazione degli immigrati nel contesto europeo è determinato dal fatto che sia il modello assimilazionista, portato avanti dalla Francia, sia quello comunitarista, messo in atto dall’Inghilterra, sono da considerarsi fallimentari. Nel pomeriggio il protagonista del Borgo è stato Gilberto Corbellini, ordinario di Storia della medicina, insegna bioetica alla Sapienza Università di Roma, dove è anche direttore del Museo di storia della medicina. Ha pubblicato numerosi studi sugli avanzamenti scientifici e sulle dimensioni etiche e politiche della biomedicina del Novecento e collabora con il supplemento do

Gilberto Corbellini

Gilberto Corbellini

menicale de “Il Sole 24 Ore” e con “La Rivista dei Libri”. Nel corso del suo intervento ha esposto il concetto di razionalità limitata di Herbert Simon, cioè la capacità limitata di assorbire le informazioni. Il Prof. Corbellini ha asserito che la maggior parte delle decisioni che prendiamo sono dovute a motivi inconsci. I bias che determinano le nostre scelte sono di vario tipo, come quelli che ci fanno stimare di più le nostre considerazioni o che ci fanno interpretare secondo un modo personale le percezioni esterne. Ha poi parlato in maniera approfondita della selezione evolutiva dell’uomo e dell’influenza determinante della scienza su di essa. È seguito un ampio dibattito in cui il Professore ha risposte ad alcune domande dei presenti e anche noi ne abbiamo approfittato. Ecco quello che gli abbiamo chiesto:

In una società così complessa come quella in cui viviamo adesso, spesso dobbiamo limitare quelli che sono i nostri impulsi e le nostre emozioni. Il gioco vale la candela?

“Il gioco vale la candela perché, a patto che questo in generale faccia stare meglio, si va in questa direzione. Sicuramente non è un bene in assoluto per tutti , ma se per una parte anche piccola della società vale molto la candela c’è una parte vantaggiosa anche per gli altri, quindi è giusto”.

L’avversione nei confronti degli immigrati può derivare da reazioni inconsce dovute all’influenza della scienza e della tecnologia che ha caratterizzato l’evoluzione umana?

La storia ci dice che i migranti, i diversi, erano percepiti più negativamente prima che la tecnologia entrasse in gioco.  Nel momento in cui la tecnologia ci permette di usufruire di una serie di risorse, ci permette anche di espandere e agevolare il commercio, questo porta i migranti a venire qui. Non dimentichiamo, ad esempio, che la tecnologia ha eliminato il fenomeno della schiavitù”.

Lei associa la crescita economica ad una crescita culturale?

Dipende cosa si intende per cultura. L’innovazione ha bisogno di pensiero e cultura, una Ferrari automatica ha una serie di caratteristiche, ma hai poche persone che possono permettersela. Dietro la scienza e la tecnologia c’è cultura.

Lei ha detto che alcune persone che hanno un quoziente intellettivo superiore , un maggiore utilizzo della logica maggiore e dell’intuito, possano andare incontro più facilmente ad alcune malattie, se lei potesse scegliere accetterebbe quest’offerta?

Nell’ipotesi che io potessi scegliere, la risposta è no. Non siamo messi male noi italiani come quoziente intellettivo, diciamo. E ricordiamo che come ha già detto qualcuno prima di me: “la conoscenza accresce il dolore”.

Lei si immagina una società portata avanti dagli scienziati?

In occidente la vedo come una cosa impossibile. C’è una Paese in cui è accaduto: la Cina. Ci sono anche altri casi di tecnocrazie, come, ad esempio, Singapore.

[ads2]

Continue Reading
Advertisement
Advertisement

Facebook

ZON.it è una testata giornalistica on-line. Registrazione del Tribunale di Salerno n° 15/2015 del 21 dicembre 2015 Associazione Culturale Zerottonove - Via G. Nicotera, 36 - 84081 BARONISSI (SA) - CF. 95139060651 – P.I. 05386660657 www.zon.it - contatti@zon.it