sabato - 17 Aprile 2021

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    Bracconaggio: un denunciato dalla FIDC a Paternopoli

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    È di martedì 19 gennaio l’operazione contro il bracconaggio delle guardie venatorie volontarie della Federazione Italiana della Caccia sez. Prov. Avellino che ha portato alla denuncia di un uomo di Paternopoli

    [ads1] Ad allertare i volontari, già presenti sul territorio, alcuni spari in località San Mango sul Calore, dove si svolgeva abusivamente una battuta di caccia al cinghiale, come reso evidente dalle innumerevoli tracce di sangue rinvenute sul posto. Nell’abitazione del contravventore P.C. (le iniziali), successivamente ad un inseguimento da parte dei volontari coadiuvati dai Carabinieri della Stazione di Paternopoli, sono state rinvenute quattro carcasse di cinghiali, appena abbattuti, una delle quali già macellata. Il bracconiere, sebbene munito di valida licenza per l’esercizio della caccia, si accingeva a praticarla nello sprezzo di qualsiasi norma regolamentare.

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    Bracconaggio: un denunciato dalla FIDC a PaternopoliMolteplici i reati a suo carico tra i quali spiccano quello di aver abbattuto gli animali in un periodo di caccia chiuso per tale specie, in un giorno di silenzio venatorio (in quanto nei giorni di martedì e venerdì è sempre vietato l’esercizio della caccia), sul territorio coperto dalla neve caduta negli ultimi giorni (comportamento anch’esso severamente vietato dalla legge), utilizzando munizionamento non consentito (cartucce a pallettoni) poi rinvenuto dagli inquirenti. E’ inoltre intervenuto sul posto, per gli accertamenti del caso, il veterinario dell’Azienda Sanitaria Locale.

    La pericolosità del prelievo venatorio incontrollato risiede proprio nella completa assenza degli accertamenti sanitari previsti dalla legge, ai quali vengono sottoposti i cinghiali uccisi in battute autorizzate dall’ufficio caccia della Provincia. Desta allarme l’assenza di una qualsivoglia forma di controllo veterinario in un periodo di espansione nei territori avellinesi del virus della trichinellosi, malattia parassitaria che colpisce in particolar modo i suini e quindi cinghiali, pericolosa per l’uomo.  L’intera vicenda è ora al vaglio della Procura della Repubblica di Avellino.

    Una risposta decisa contro il bracconaggio, quella proveniente dall’Associazione Venatoria FIDC, impegnata ad arginare il dilagante fenomeno che talvolta, a colpa della disinformazione, infanga tutta la categoria dei cacciatori, fatta di cittadini onesti e rispettosi delle regole che prendono le dovute distanze da quanto accaduto.

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