sabato - 5 Dicembre 2020

Covid Alaia:”valutare l’accesso dei parenti nelle terapie intensive”

Covid: ALAIA SCRIVE AI DIRIGENTI DEI NOSOCOMI CAMPANI: "PER UMANIZZARE LE CURE, DOVE POSSIBILE VALUTARE L'ACCESSO DEI PARENTI NELLE TERAPIE INTENSIVE" Covid, il Presidente...
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    Buon Anno Irpinia da Avellino ZON

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    A poche ore dalla fine di questo anno 2019 ci teniamo a fare gli auguri a tutta l’Irpinia per un nuovo anno da parte della Redazione di Avellino Zon

    Come sempre quando si parla di fine di anno siamo quasi sempre “costretti” a tirare un bilancio su quello fatto e su quello che ancora c’è da fare, soprattutto in Irpinia. La nostra terra che abbiamo ben scelto. Anche se da anni possiamo considerare un contenitore sempre più vuoto.

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    Svuotato soprattutto di giovani menti e di giovani idee per il futuro. Da ormai 5 anni questo giornale porta avanti la battaglia del “restare”, della voglia di emergere in una provincia attanagliata dallo scorrere inesorabile del tempo e dalla concezione che terremotati siamo e resteremo per sempre.

    Va bene il ricordo, vanno bene le onorificenza per quello che è successo, ma non possiamo ancora oggi restare attaccati a quell’epoca, anche perché l’anno prossimo saranno 40 gli anni dalla tragedia del Terremoto dell’Irpinia.

    Bisogna guardare avanti e farlo pensando già da non più terremotati, ragionando che siamo ancora una volta e spesso ricordati solo per la tragedia, quando in Irpinia potrebbe soffiare un vento di innovazione e di stravolgimento della storia.

    La colpa non è solo degli eventi organizzati e degli organizzatori, che ogni anno ci provano a ragionare al futuro, continuando ahimè a guardare al passato, ma di chi aspetta questo giorno per ricordare.

    Quasi come se questo giorno serva a chi parla davanti ad una platea sempre meno giovane di quel giorno, forse usando lo stesso discorso che da almeno un decennio si ripete. Non accorgendosi che gli interlocutori in Irpinia sono cambiati.terremoto - avellino

    Il terremoto è arrivato in Irpinia ed ha lasciato disastri, ma forse lo utilizziamo sempre più come un alibi, per cui siamo relegati da 40 anni (quasi) in un limbo. Non riusciamo a fare un passo in avanti.

    Chi deve porsi degli obiettivi e deve, insomma, far progredire quella mentalità sono anche le amministrazioni locali, che hanno provato laddove possibile a mostrarsi schivi verso una commemorazione stantia.

    Lo deve fare il cittadino, anche e soprattutto, magari mostrando ciò che qui resta non dopo il terremoto, ma anno dopo anno. Lo devono fare gli organi d’informazione, non preparando il classico articolo, ma magari concentrandosi sulla strada da percorrere.

    Bene, a quanto pare dovremo ancora aspettare per vedere crescere una volta per tutte l’Irpinia post terremoto, dove post deve essere scritto con la P maiuscola e non come coro di attualità.mercogliano

    Ovviamente dobbiamo ragionare su come scrollarci di dosso quel 23 novembre, che dovrebbe andare oltre la commemorazione, che ci sta, ma non va presa come l’essenza dell’Irpinia. Siamo ad un bivio e dobbiamo pensare a come svoltare.

    Questo è stato anche l’anno delle elezioni nel capoluogo con la vittoria del centro sinistra sul centro sinistra, ma non solo ci siamo svegliati una mattina ed abbiamo visto Gomorra, non il film e tanto altro.

    Ci siamo accorti che non siamo più un’isola felice.

    O meglio non lo siamo mai stati, ma ce ne stiamo rendendo conto solo oggi dopo i fatti di cronaca che si sono susseguiti in questo 2019.

    Abbiamo sempre avuto il dovere di specificare in ogni luogo, che noi non siamo Napoli o Caserta, noi siamo l’Irpinia. E quando in vacanza o in viaggi fuori dalla Campania ci chiedevano: “Siete di Napoli?” orgogliosamente rispondiamo “No, siamo di Avellino”.

    Questo perché volevamo e volgiamo mettere in chiaro la differenza, quella che poi alla fine ci dava un senso di sicurezza e di scostamento da quel mondo conosciuto alle cronache nazionali, come Camorra, Ndrangheta, Mafia e Sacra Corona Unita.

    Bene! Oggi non è più così. Non lo è perché i fatti di cronaca che hanno invaso i tg locali e nazionali, hanno colto nel segno, facendoci pensare che poi non siamo così distanti da quel mondo.

    È vero non è questo episodio a classificare una provincia, ma comunque certifica la presenza, anche se in minima parte di un sistema ancora una volta determinato e radicato.

    natale- Avellino

    Quindi alla fine la vera sfida è restare per combattere e per reagire allo scorrere inesorabile del tempo che scandisce oggi solo abbandoni: abbandoni di terra, di lavoro, di famiglie, di amministrazioni locali e di idee. 

    Noi ci prefissiamo ancora lo stesso obiettivo come 5 anni fa e vi auguriamo BUON ANNO a tutti.

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