“Cairano”, storie dal borgo irpino: online il documentario di Federico Curci

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È online “Cairano”, documentario del regista solofrano Federico Curci. Un viaggio alla scoperta di uno dei borghi simbolo dell’Irpinia d’Oriente 

Bellezza e fragilità. Sconfitte e possibilità. Tante partenze, ma anche qualche ritorno. È il quadro che emerge guardando “Cairano“, documentario realizzato dal regista Federico Curci e dedicato al borgo che domina dalla sua rupe l’Irpinia d’Oriente. Dopo la proiezione dello scorso ottobre alla Casina del Principe di Avellino, l’opera è adesso disponibile su YouTube.

Il viaggio alla scoperta di questo luogo suggestivo si dipana attraverso le storie di chi vive o ha vissuto lì e di chi si batte per la rinascita culturale e turistica della zona.

Facciamo così la conoscenza di Maria, di ‘Ngiulillo, di Zì Carminuccio e ancora di Raffaele Ruberto, nato a Cairano e poi emigrato insieme alla moglie Anna in America.  Alla memoria storica del paese rappresentata dalla vecchia generazione, si affiancano le considerazioni del giovane Massimiliano Melillo, che racconta il rapporto a volte conflittuale, eppure profondo e indissolubile, col paese d’origine.

Accanto a loro compaiono anche Dario Bavaro, presidente dell’associazione culturale “Irpinia 7x”, Francesco Celli, presidente di “Info Irpinia”, e Lucie Boissenin, dottoranda francese in architettura e scienze del territorio che ha deciso di dedicare la sua tesi proprio all’Irpinia.

Cairano
Un’immagine tratta dal documentario

A fare da cornice ai racconti dei diversi protagonisti, oltre alla voce narrante di Antonio Perego Luongo, le immagini del panorama mozzafiato che si ammira dalla rupe e delle tradizionali celebrazioni in onore di San Leone, patrono del paese.

«L’idea di raccontare Cairano nasce qualche anno fa. Sono rimasto affascinato da questo borgo pieno di colori e sfumature e dalla vista spettacolare dalla rupe. Il documentario è un viaggio, i protagonisti sono le persone che abitano in questo paese e chi frequentemente lo vive, mosso dall’amore per questo territorio. – spiega Curci – Quando ho pensato a come realizzarlo, avevo voglia di non soffermarmi solo sul paese, ma volevo che il documentario desse una visione più ampia dell’Irpinia. Volevo parlare di un luogo affascinante che, però, convive con una problematica importante, quella dello spopolamento. Possiamo classificarlo come un lavoro che ha una doppia anima: la bellezza e l’abbandono».

Cairano
Un’immagine tratta dal documentario

Cairano” rappresenta, dunque, una finestra aperta sull’Irpinia e, al contempo, su tutto l’entroterra del Sud Italia. “Terra dell’osso“, per usare una definizione di Manlio Rossi-Doria, ingiustamente misconosciuta, ma ricca di bellezze naturali, paesaggistiche e culturali. Un importante patrimonio da cui si dovrebbe tentare di ripartire, come afferma Francesco Celli al termine del documentario:

«Da questa bellezza deve ripartire il territorio. Dai giovani, da quello che possono costruire attraverso la conoscenza dell’Irpinia, attraverso uno sviluppo diverso del territorio e del borgo dal punto di vista agroalimentare e turistico. Il consiglio non deve essere quello di andarsene e abbandonare, ma di puntare tutto su noi stessi e su quello che ha da offrire la nostra terra. Bisogna riscommettere su di noi e sulla nostra terra».