Calcestruzzi Irpini, la situazione si complica



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Il ciclone che ha travolto l’azienda “Calcestruzzi Irpini” negli ultimi mesi sembra non attenuarsi e non si intravede uno spiraglio di luce in fondo al tunnel

Il 9 febbraio, il Tar di Salerno, ha accolto i ricorsi presentati dalle società Castellano Cave srl, Gardenia Service srl, Cave Bruschi srl, Gardenia srl, Cesa srl, Rising House srl e Ical srl nei confronti della Calcestruzzi irpini, sollevati in merito alla possibilità che, l’autorizzazione concessa alla ditta dal Settore Provinciale del Genio Civile di Avellino all’esecuzione dei lavori e recupero del comparto estrattivo di calcare a Salza, determini una limitazione alla capacità estrattiva delle suddette ditte.calcestruzzi

L’azienda di Pianodardine ha annunciato l’immediato taglio di personale, non avendo alternative valide. I lavoratori esasperati ed abbandonati al loro destino, con il sostegno del sindacato Filca (Cisl)si sono mobilitati, scendendo in piazza con cortei ed organizzando varie proteste davanti al Palazzo della città di Avellino. La Filca Cisl ha riposto le sue speranze nelle mani del Consiglio di Stato chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di sospensione formulata dell’azienda, ma il Consiglio ha allungato i tempi, fissando la prossima udienza il 14 luglio. 

Intanto i tempi stringono e la situazione è al collasso: 36 lavoratori hanno già ricevuto la lettera di licenziamento, numero destinato a crescere per il blocco totale del settore cave e delle attività annesse di edilizia, bitume e calcestruzzo con gli indotti.

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