Cantiere di Piazza Libertà: Avellino al collasso



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Dopo pochi giorni di cantiere, il commercio e la mobilità di Avellino sono al tracollo: parte la petizione

Sono bastati pochissimi giorni dall’apertura dell’ennesimo cantiere ad Avellino per far andare su tutte le furie i commercianti e i cittadini. Avellino, definita città cantiere non a caso, di tutto aveva bisogno tranne che di nuovi lavori. Questa volta riguardano l’agorà più importante della città: Piazza della Libertà. Quella che una volta era così:piazza libertà

A chi ha fatto notare all’Amministrazione, già in fase di progettazione, che sarebbe stato meglio provare prima a chiudere qualche cantiere rimasto aperto (ce ne sono più di 10) piuttosto che proporne altri, l’Assessore all’Urbanistica ha risposto: “Poi perdiamo i soldi dell’Europa”. Ma chi li perde questi soldi? Chi si è arricchito? E a chi piace il progetto della nuova piazza se i cittadini l’hanno bocciato?

Ormai però il dado è tratto e i lavori sono iniziati. Era facilmente prevedibile, tranne per l’Amministrazione di Avellino, che le numerose strade chiuse per altri lavori in corso, con la chiusura al traffico anche della piazza centrale, avrebbero creato un ingorgo mai visto prima. Cosa che è puntualmente avvenuta portando con sé le difficoltà per i commercianti che sono disperati: dall’apertura del cantiere gli introiti si sono già dimezzati.

L’Associazione Info Irpinia con i fondatori del gruppo Facebook Non sei Irpino se”, insieme a commercianti, movimenti e cittadini, hanno dato vita a una petizione popolare che rimetta al centro della discussione questi problemi.

Le proposte fornite, già depositate in Comune, sono quelle di favorire l’utilizzo del trasporto pubblico urbano con agevolazioni sugli abbonamenti per i residenti, implementando e migliorando il servizio, con anche servizi navetta che conducano da punti di parcheggio strategici, esterni alla città, al centro. Inoltre un alleggerimento fiscale per i commercianti che hanno le loro vetrine sui cantieri e proprio per questo sono i più colpiti.

La petizione è partita e andrà avanti; ora sta all’Amministrazione dare risposte.

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