Carcere di Bellizzi, tubature dell’acqua a secco

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Da una settimana, le tubature dell’acqua della casa circondariale di Bellizzi, non erogano il bene primario, lasciando a secco detenuti e poliziotti penitenziari per tutta la notte

La sospensione della fornitura idrica, che interessa il carcere di Bellizzi, protratta per l’intera notte, crea non pochi disagi ai detenuti e alle guardie, i quali devono far a meno di una ricchezza essenziale per un numero spropositato ed improponibile di ore.

Per fronteggiare l’emergenza, gli agenti della polizia penitenziaria sono costretti a portare sul luogo di lavoro, bottigliette d’acqua per dissetarsi oppure a raccogliere in cisterne o contenitori vari l’acqua, per utilizzarla nelle ore in cui manca, in modo da ridurre la scomodità creatasi.

La situazione, già difficile di per sè, è aggravata ulteriormente dall’eccesivo caldo di questi giorni e dalla necessità di usufruire del servizio per questioni di igiene.Carcere di Bellizzi, sospensione acqua

La Cgil (Confederazione Generale Italiana del Lavoro) si è esposta ed è scesa in campo affinché sia ripristinato il servizio che soddisfa un bisogno fondamentale, un  diritto dei detenuti che, pur scontando la pena per un reato commesso, restano essere umani, le cui priorità vanno sempre e comunque tutelate.

In tal senso si sono espressi il segretario provinciale della Cgil Licia Morsa ed il coordinatore aziendale Orlando Scocca che, hanno sollecitato l’intervento dell’amministrazione della giustizia di Napoli, per risolvere la questione e riportarla alla normalità.