La “Casa sulla Roccia” compie 30 anni, domani i festeggiamenti al Gesualdo

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Casa sulla Roccia

La “Casa sulla Roccia” di Avellino compie 30 anni di operato costante sul territorio. Il traguardo sarà festeggiato domani, 21 ottobre, presso il teatro “Gesualdo”

Trentennale casa sulla roccia
Trentennale casa sulla roccia

Questa mattina, 20 ottobre, nella  Sala Stampa del Palazzo di Città si è svolta la presentazione dell’evento per i festeggiamenti del trentesimo anno di attività della “Casa sulla Roccia”. L’associazione no profit, che si definisce Centro di Solidarietà opera infatti dal 1985, occupandosi del trattamento delle dipendenze patologiche. Nella giornata di domani, 21 ottobre, compirà dunque trent’anni di presenza costante sul territorio

“L’intera provincia e non solo l’Irpinia deve essere fiera di questo traguardo che sarà tagliato domani alla “Casa sulla Roccia”. Giusto trent’anni fa nasceva questa struttura, che aveva un telefono che squillava, un prefabbricato e dei volontari che speravano di dare il loro contributo alla provincia di Avellino e non solo.”Queste le parole con le quali Alfredo Picariello, giornalista e moderatore della conferenza, apre il dibattito.  A queste si sono accompagnate quelle del  presidente della “Casa sulla Roccia”, Mauro Aquino; di Antonio Bergamino, fotografo professionista, che si è occupato della direzione artistica dell’evento e ha realizzato gli scatti raccolti in un libro fotografico “In attesa di giudizio”; e di Marika Borrelli, giornalista, nonché co-ideatrice del trentennale. Inoltre a rappresentare il Comune di Avellino, che ha patrocinato l’evento, l’assessore alle Politiche Sociali Marco Cillo.

La location sarà il teatro “Carlo Gesualdo”. Qui, a titolo gratuito, sarà possibile partecipare ai festeggiamenti che dureranno per l’intera giornata, a partire dalle ore 10.00 fino alle 22.00.

Il programma si suddivide in due momenti, che vedranno l’intervento di personalità importantissime della società contemporanea italiana e non solo. Tra queste:

-il prete antimafia Don Luigi Ciotti, che ha fatto della giustizia sociale la sua missione. Fra gli impegni più significativi troviamo il Coordinamento nazionale delle Comunità di accoglienza (CNCA), che ha presieduto per oltre 10 anni, e la Lega italiana per la lotta all’Aids (LILA), della quale pure è stato presidente. Nel corso degli anni 90, il suo impegno si è allargato alla denuncia e al contrasto al potere mafioso, dando vita al mensile “Narcomafie” e nel 1995 a Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Da quest’esperienza è nata un’attenzione alla dimensione internazionale con una rete a livello europeo e una in America Latina.

Algnesh Fessaha, attivista originaria dell’Eritrea che da oltre 40 anni vive in Italia, impegnata nell’ambito

Foto realizzate da A.Bergamino e raccolte ne libro "In attesa di giudizio"
Foto realizzate da A.Bergamino e raccolte ne libro “In attesa di giudizio”

nazionale e internazionale su vari temi legati alla difesa dei diritti umani.  Nel 2009 Il presidente della Regione Lombardia le ha conferito il Premio per la Pace. Nel 2015 è tra i 18 Cavalieri al Merito Civile premiati dal Capo dello Stato Giorgio Mattarella.

A queste si affiancheranno i volontari e i dirigenti della struttura, che hanno reso possibile la riuscita di questo grande ed encomiabile progetto.

-Elena Ioime, la centralinista storica. Si avvicina alla “Casa sulla Rocccasa sulla rocciaia” prima come affiancamento ad una persona cara e poi dal 1987 comincia la sua avventura di volontariato all’interno della struttura.

-Franco Lo Priore, coordinatore della struttura ed esperto su temi quali alcool, adolescenza e nuove dipendenze. Inoltre attualmente è membro della Rete Tematica FICT (Federazione Italiana Comunità Terapeutiche).

-Pina Pedicini, che ha iniziato la sua attività di volontariato sin da adolescente. Dal 2006 si è occupata della fase del Reinserimento Socio-Lavorativo, diventandone la Responsabile.

Inoltre la comunità avrà modo di ascoltare le testimonianze di coloro che hanno vissuto sulla propria pelle la dipendenza e che grazie all’aiuto di questa grande famiglia, di questa “Casa”, sono oggi liberi di ricostruirsi una vita.

L’assessore Cillo, durante la conferenza, ha dichiarato di voler mantenere alta l’attenzione sull’Associazione anche dopo la giornata di domani. Poi aggiunge: “Voglio dire un grazie come città, per trent’anni di silenzio e di lavoro, perché hanno restituito speranza e danno ancora oggi quella forza , anche all’amministrazione comunale, di rimboccarsi le maniche e per costruire nuovi percorsi che abbiano dignità e diano risposte a tutti“.

La giornata di festa sarà allietata da intermezzi musicali e teatrali. Durante la mattinata parteciperanno oltre 1.000 studenti delle scuole di Avellino e Provincia. L’evento è comunque aperto al pubblico, che potrà portare a casa esperienze, immagini, emozioni e soprattutto una grande lezione di vita, quella della solidarietà.

Il 21 ottobre potrebbe essere identificata come la data simbolo per la Giustizia Sociale.