domenica - 5 Luglio 2020

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    In seguito al sit-in di ieri, abbiamo intervistato il rappresentante di CasaPound Avellino Antonio Genzale e la portavoce di “Comunità Accogliente” Letizia Monaco 

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    Come vi abbiamo raccontato (Leggi QUI), nella mattinata di ieri alcuni militanti del gruppo CasaPound Avellino, hanno preso parte ad un sit-in di protesta per manifestare il loro dissenso nei confronti dell’utilizzo del denaro pubblico per sovvenzionare centri d’accoglienza per immigrati e in generale per contestare la gestione del flusso migratorio da parte dei governi locali e nazionali.

    Per questo motivo, abbiamo deciso di ascoltare Antonio Genzale, rappresentante di CasaPound Avellino, e la portavoce dell’associazione “Comunità Accogliente” Letizia Monaco. Avellino, nei suoi compartimenti ideologici stagni, rappresenta lo specchio del pensiero nazionale: un pensiero talvolta diviso per ideologie politiche, per territorialità e costumi di ospitalità che tende a definire assiomaticamente una linea da seguire nella gestione dell’arrivo dei migranti.

    Potremmo riassumere le due dichiarazioni che ci sono state rilasciate in risposte complementari di uno stesso quesito: “Siete disposti ad accogliere e donare condizioni di vita degne a tutti coloro che raggiungono il nostro Paese, in maniera incondizionata e senza timore di sorta?”. Sui termini di quest’accoglienza ci sarebbe, naturalmente da discutere, ed entrambe le parti lo farebbero con l’onestà intellettuale che compete loro.migranti- comunità accogliente- mercogliano

    A questo proposito, Letizia Monaco di “Comunità Accogliente” ha sottolineato la pericolosità, in un momento storico come il nostro, di manifestare contro l’accoglienza dei migranti, col rischio di stimolare un sentimento di odio verso la diversità:

    “La manifestazione di ieri contro l’accoglienza e contro l’integrazione è molto pericolosa. Alimentare l’indifferenza e l’odio non proteggerà le nostre Comunità. L’unico modo per guardare al futuro è aiutare ed accogliere i deboli, bianchi o neri che siano.”

    All’idea che il supporto vada dato a prescindere dalle nostre condizioni personali e dalla provenienza, fa da controparte il pensiero di CasaPound Avellino, che ci è pervenuto per bocca di Antonio Genzale:

    monteforte irpino
    Foto da Facebook CasaPound Avellino

    “La manifestazione di ieri mattina è stata organizzata in seguito all’episodio di rapina e tentato stupro di cui si sono resi in settimana protagonisti tre immigrati ospitati nel centro di accoglienza di Monteforte Irpino. Nel corso del sit-in, tuttavia, abbiamo precisato che l’immigrazione non è solo un problema di sicurezza, ma anche e soprattutto un problema di quantità. Non siamo un movimento xenofobo. Tra i nostri militanti ci sono anche alcuni ragazzi originari di altri paesi, integrati, che amano l’Italia è condividono i nostri valori. Siamo contro questa immigrazione senza limiti, che rischia di diventare una vera e propria invasione e di creare enormi disagi economo-sociali in un Paese già provato da una forte crisi economica.”
    L’intento del portavoce del movimento della tartaruga è quello di tracciare un confine tra la xenofobia, che non sentono propria, e l’esasperazione derivante da un continuo aumento della portata del flusso migratorio, visto come una perenne sottrazione di possibilità di crescita per il nostro Paese e per il nostro territorio.
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