Caso Stir, rimosse le ecoballe da Pianodardine



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Dopo ben 15 anni sono stati rimossi i primi blocchi di ecoballe dallo Stir di Pianodardine: le operazioni di rimozione questa mattina, soddisfatta IrpiniAmbiente

Giornata storica per lo Stir di Pianodardine: questa mattina, infatti, sono iniziate le operazioni di rimozione dei primi blocchi di ecoballe che da ben 15 anni sostavano lì dall’emergenza rifiuti in Campania. Con un mese di anticipo rispetto al programma, la Sarim srl – Bps srl, l’impresa addetta alla rimozione dei rifiuti, con il consenso favorevole della Regione ha iniziato a portar via circa 28mila blocchi di ecoballe.

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Entusiasta Nicola Boccalone, amministratore unico della società provinciale che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti: «Una giornata storica perché finalizza attività iniziate da tempo grazie al lavoro sinergico tra IrpiniAmbiente, Provincia di Avellino e Regione Campania. Iniziamo a dare una prima risposta alla Valle del Sabato, diminuendo notevolmente il carico ambientale. Le ecoballe risultano essere in buono stato di conservazione, e questo dovrebbe favorire le operazioni. Il programma prevede sei mesi di lavoro, ma se le cose continuano ad andare bene, potremmo impiegarne anche di meno».

Presente alle operazioni di rimozione allo Stir di Pianodardine anche il sindaco di Teora, Stefano Farina, che proprio l’autunno scorso aveva partecipato alla firma dell’accordo di programma con la Regione in qualità di delegato all’ambiente del consiglio provinciale: «E’ una giornata importantecommentama la soddisfazione di oggi serve anche a capire che se non si vogliono termovalorizzatori come quello di Acerra o megadiscariche, bisogna avere la maturità di capire che la tutela dell’ambiente passa per una buona differenziata e questa si fa con gli impianti, e non facendo camminare i rifiuti in giro per la provincia perché così inquinano e aumentano i costi».

Soddisfatta naturalmente IrpiniAmbiente, che spera che la rimozione delle ecoballe possa rappresentare l’inizio di un futuro più “ecologico” per la Campania.

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