LE CASTAGNE: EMBLEMA DELL’AUTUNNO IN IRPINIA



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castagna, ospedaletto d'alpinolo

Le castagne rappresentano uno dei prodotti maggiormente caratterizzanti la stagione autunnale in Irpinia, molte le sagre e le feste tradizionali in suo onore

Le castagne le possiamo raccogliere nei boschi e in zone lontane dall’inquinamento cittadino. Vengono consigliate in caso di anemia e sono una fonte di acido folico, la cui assunzione viene raccomandata in particolar modo alle donne in gravidanza.

Contengono fosforo, che le rende un alimento utile per il sistema nervoso. Sono utili in convalescenza, ad esempio per anziani e bambini dopo un’influenza. Nel Medioevo erano considerate un alimento afrodisiaco,  soprattutto quando venivano lasciate macerare nel vino.

DIRETTAMENTE DA MONTELLA LE “CASTAGNE DEL PRETE”

Le castagne del prete rappresentano un tipico prodotto irpino. Infatti anticamente venivano preparate solamente in Irpinia, nell’Avellinese, zona nota per la coltivazione castanicola, utilizzando i forni presenti nelle abitazioni rurali. Oggi sono conosciute anche nel resto della Campania e  la loro tecnica di produzione è rimasta invariata. Nasce a Montella, in provincia di Avellino, un paese famoso specialmente per la produzione di castagne, questo prodotto riconosciuto DOP in tutta la zona irpina.

LE CASTAGNE DEL PRETE TRA LEGGENDA E TRADIZIONE

Il nome deriva dal fatto che a produrle fossero, un tempo, i monaci irpini. Un’antica leggenda narra che un prete ricevette in dono moltissime castagne  e le caricò sul suo mulo per portarle a casa.

Tuttavia l’animale, gravato dal grosso peso e mal condotto dal padrone, inciampò in un fiume riversando i frutti in acqua. L’intero villaggio iniziò a deridere e schernire il prete che, però, non si diede per vinto: tornò a casa e mise le castagne in forno per asciugarle, creando così la gustosa ricetta che prenderà il suo nome.

Questa leggenda, anche se fantasiosa, offre una semplice spiegazione del processo di preparazione delle castagne del prete. Infatti, appena raccolte sono umide per l’alto contenuto d’acqua. Per tale motivo  la prima fase per produrre questa ricetta implica l’essiccazione all’interno dei “gratai”, strutture riscaldate costantemente per dieci giorni, proprio per renderle secche.

Dopodiché, sempre secondo la tradizione irpina, vengono tostate in forni caldissimi per fornire il sapore intenso. A questo punto, però, il frutto diventa secco e stopposo: motivo per cui l’ultima fase di preparazione consiste nell’immergere le castagne nell’acqua fino a farle tornare morbide, senza però alterarne il sapore zuccherino.

Le ricette:

La zuppa di castagna, bontà nel cuore di Ospedaletto

Cook Zon, la marmellata di castagna

 

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