Centro “DiDonna” oltre la violenza di genere



0
sant'angelo dei lombardi

Nelle prossime settimane si perfezionerà il percorso formativo dei volontari coinvolti nel progetto “DiDonna” presso l’Ospedale “G. Criscuoli” di Sant’Angelo dei Lombardi, con l’obiettivo di offrire un supporto adeguato alle vittime di violenza

Si delineano sempre meglio le caratteristiche del centro “DiDonna” istituito presso l’Ospedale “G. Criscuoli” di Sant’Angelo dei Lombardi per supportare chi subisce violenza. Il centro è il frutto della collaborazione tra il Consorzio dei Servizi Sociali Alta Irpinia, l’Ospedale Criscuoli, il Distretto Sanitario di Sant’Angelo dei Lombardi ASL AV, la Scuola Romana di Psicoterapia Familiare e le Associazioni di volontariato e del terzo settore attive sul territorio, ma si avvale di una solida rete territoriale che vede coinvolto anche l’Ordine degli Avvocati di Avellino ed il Comitato Pari Opportunità istituito presso quest’ultimo, nonché le forze dell’ordine.

"DiDonna", un supporto alla persona oltre la violenza di genere
Centro “DiDonna”

In questi giorni tutti i volontari coinvolti nel progetto concluderanno un primo ciclo di formazione indispensabile per individuare ed elaborare le fasi del percorso che dovranno percorrere accanto alle persone che si rivolgeranno al centro. Il progetto vede allo stato coinvolti operatori sociali, infermieri, medici, psicologi, avvocati ed associazioni locali pronti ad offrire le proprie competenze specifiche al centro, ma anche ad intraprendere una sfida molto più grande, culturale e sociale, di superamento degli stereotipi che spesso innescano la violenza.  Alla base di ogni intervento verrà posta la persona, col suo vissuto e con le sue dinamiche familiari e di coppia ed il tentativo per i volontari sarà quello di garantire un’adeguata accoglienza, ma anche una risposta al problema posto, il più possibile personalizzata.

Il fenomeno della violenza di genere, infatti, è solo uno degli aspetti molteplici di una ben più ampia tendenza della società e se è vero che ci sono ancora molti stereotipi ed inibitori culturali che ancora frenano le vittime di violenza rispetto ad una richiesta di aiuto, è altrettanto vero che il sostegno umano, prima che specialistico, diventa fondamentale per superare situazioni di crisi che talvolta si sono addirittura cronicizzate. Ed è questo che emerge anche dalla casistica con cui il centro si è già confrontato, ma con la quale si sono singolarmente confrontati anche i volontari. C’è ancora molta diffidenza nelle vittime, c’è ancora molto forte nelle dinamiche di coppia l’attribuzione di ruoli precisi oltre i quali sembra impossibile andare, c’è ancora difficoltà ad ammettere ed a prendere consapevolezza della propria condizione personale. I

l centro, quindi – ed è questo che emerso fortemente dalle parole del dr. Antonio Acerra, direttore della Scuola Romana di Psicoterapia Familiare, negli incontri di formazione – si auspica di divenire col tempo il promotore di una diversa idea, più ampia e complessa, di supporto alla persona, non necessariamente legato a situazioni di emergenza, ma anche all’ordinaria necessità di ognuno di confrontarsi con l’altro e di migliorare la propria esistenza. Nei prossimi incontri verranno delineati dei protocolli di intervento che il centro attuerà grazie alla  collaborazione dei volontari, talvolta prendendo il via da casi segnalati dal Pronto Soccorso dell’Ospedale, con assoluta discrezione e professionalità, ma anche in risposta a richieste di intervento che potranno arrivare telefonicamente o attraverso il contatto diretto con i volontari. C’è ancora molto da fare, ma l’esperienza del centro potrà essere di esempio per altre buone pratiche.

Leggi anche