Chianche, il Consorzio tutela dei vini dice ancora No al Biodigestore

Chianche

No al Biodigestore nel territorio del comune di Chianche ribadito ancora una volta dal Consorzio di tutela dei vini d’Irpinia

Il Consorzio di tutela dei vini d’Irpinia”  fin dall’inizio  si è pronunciato con fermezza contro l’ipotesi di realizzare nel territorio di Chianche,  nel cuore dell’area di pregio “D.O.C.G” del Greco di Tufo“, un impianto industriale di trattamento dei rifiuti organici .

Le ragioni, che si sono riconosciute in quelle del  Coordinamento creato tra comuni, associazioni e aziende vitivinicole, sono state ampiamente chiarite facendo intendere che non vi è nulla di ideologico rispetto alla natura dell’impianto e al dovere di creare un ciclo integrato provinciale in materia di trattamento dei rifiuti.chianche

Esse, infatti, riguardano l’infelice collocazione in un’area insufficiente e  non attrezzata dal punto di vista produttivo che comporterà un esorbitante esborso di denaro pubblico per espropri e la realizzazione di infrastrutture e sottoservizi del tutto inesistenti,  inserita in un contesto dall’alto valore naturalistico e di pregio agricolo, collegata con una rete stradale palesemente insufficiente, lontana ben 25 chilometri dal più vicino casello autostradale, soggetta a ripetute chiusure per caduta massi,  prossima a pochi metri al passaggio a livello ferroviario e al fiume  Sabato, per nulla baricentrica rispetto alla perimetrazione del territorio irpino  ma prossima alla città di Benevento, vocata  a una valorizzazione in chiave enoturistica e non certo di filiera del trattamento dei rifiuti.

Altri comuni in provincia di Avellino hanno avanzato altrettante  manifestazioni di interesse per  ospitare il biodigestore  e tutti  palesemente più corrispondenti  ai requisiti previsti dalla normativa nazionale e regionale in materia rispetto al  comune di Chianche.

Non abbiamo mai ceduto alla logica del “no nel mio giardino”  avendo ragionato sempre in termini di compatibilità territoriale provinciale e di corrispondenza alle regole e ai principi legislativi di merito.

In un momento difficile come quello post pandemico per l’agricoltura di pregio assestare un altro colpo punitivo significherebbe concorrere a relegare questo settore strategico dell’economia irpina e regionale in una condizione di grave difficoltà con conseguenze negative non indifferenti nel settore vitivinicolo e per gli stessi territori che hanno scommesso su una precisa vocazione di sviluppo.

Per questi motivi rivolgiamo alle istituzioni regionali e provinciali preposte un invito alla ragionevolezza e alla responsabilità  perché , al di là dello studio del Commissione incaricata di valutare il contesto di disponibilità, siano solo gli Organismi collegiali istituzionalmente preposti dell’A.T.O. Rifiuti di Avellino a realizzare il diritto esclusivo di valutazione e di decisione in merito.

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