Al Cimarosa di Avellino la potenza delle percussioni e le note di Bartók e Reich



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Al Cimarosa di Avellino la potenza delle percussioni e le note di Bartók e Reich.  Sabato 28 ottobre, alle 21, il settimo appuntamento con la rassegna “D’Autunno”

Spazio agli strumenti a percussione e alle melodie minimaliste composte da Béla Bartók e Steve Reich per una serata di grande musica ad ingresso gratuito targata Conservatorio Cimarosa di Avellino.

Sabato 28 ottobre, alle 21, nella rinnovata location dell’Auditorium di piazza Castello, capace di ospitare fino a 400 spettatori, andrà in scena «Il Novecento e il “boom” delle percussioni», concerto da camera per percussioni e pianoforte che vedrà sul palco del «Vitale» i maestri Gianluca Saveri, Pietro Pompei, Manuel Ferrante e Nicola Pucci alle percussioni, accompagnati al piano dai maestri Anna D’Errico e Lucio Perotti.

«Il Novecento e il “boom” delle percussioni» è il settimo appuntamento della nuova rassegna concertistica «D’Autunno – Concerti d’autore al Cimarosa» immaginata dal Conservatorio di Avellino, presieduto da Luca Cipriano e diretto da Carmine Santaniello, per omaggiare la grande musica classica in tutte le sue declinazione in un viaggio lungo tre secoli che vedrà come protagonisti i docenti e gli allievi dell’Istituto di Alta formazione musicale esibirsi sul palcoscenico dell’Auditorium «Vitale».

«Malgrado i cinquant’anni di distanza, Bartok e Reich hanno avvertito la stessa esigenza compositiva ossia, dare spazio agli strumenti a percussione per creare quello che ad oggi definiamo un nuovo linguaggio musicale, arricchito dall’infinita varietà timbrica, ritmica e melodica» spiega il maestro Saveri.

I compositori presentati in questo programma, Béla Bartók e Steve Reich, si accomunano per l’intensa ricerca etnografica, per l’attenzione al ritmo e al timbro. Entrambe hanno dato grande risalto allo strumento a percussione sia sotto l’aspetto melodico che ritmico e per per questo motivo sono tra i maggiori rappresentati del repertorio cameristico per percussioni.

I pianoforti previsti nelle partiture, anch’essi strumenti a percussione, in questo caso vengono trattati come tali. La «Sonata» di Bartók, composta nel 1938, è stata costruita sulla sezione aurea, mentre «Sextet» di Reich, composta tra il 1984 e il 1985, ha come matrice alcuni ritmi minimali di origine africana.

Il concerto di sabato è ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

Per maggiori informazioni telefonare al numero 0825.30622.

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