domenica - 5 Luglio 2020

Montella: il santuario del SS Salvatore riaperto dopo il restauro

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    Circo, dopo l’incidente sul Raccordo ecco l’appello degli animalisti

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    Una settimana fa in un incidente sul Raccordo Salerno-Avellino è rimasto coinvolto un camion di un noto circo che trasportava sei tigri. Ecco l’appello congiunto di: WWF, ENPA, LAC, LIDA, SOS Natura e Veg in Campania

    “Avantieri il ministro Alberto Bonisoli del MIBAC ha annunciato tramite Facebook di essere al lavoro per realizzare, nel più breve tempo possibile, il primo decreto attuativo della Legge del 2017 sullo spettacolo, ovvero l’atto indispensabile per sottrarre gli animali allo sfruttamento nel circo.
    Solo qualche giorno prima, si verificava l’ennesimo incidente che ha messo in pericolo la vita degli animali del circo; era lunedì 10 novembre, quando l’A30 Salerno-Avellino è stata scenario di un terribile incidente stradale: si è ribaltato il camion di un noto circo italiano che trasportava al suo interno ben 6 tigri, di cui 2 cuccioli.
    Per le Associazioni protezioniste poteva trattarsi dell’ennesima tragedia annunciata, ma fortunatamente non c’è stata nessuna vittima tra esseri viventi umani e non umani. Eppure la notizia è stata ben poco consolatoria per gli ambientalisti che hanno a cuore le sorti del Pianeta e che, ogni giorno, si battono per la conservazione delle specie a rischio estinzione. L’evento ha solo riaperto una ferita mai del tutto rimarginata. E’ inimmaginabile lo stress che per tante ore hanno vissute quelle tigri, intrappolate nel camion ribaltato… una sofferenza davvero inutile.
    Pensare che si è rischiato di perdere così tante tigri per un banale incidente stradale, ci lascia l’amaro in bocca… mentre la comunità scientifica internazionale si sforza per salvare questa specie dall’estinzione. Secondo le stime dei ricercatori, in natura non resterebbero più di 4.000 tigri. Un secolo fa ne esistevano ancora 100 mila.
    Lo sfruttamento della fauna selvatica per finalità di lucro, di certo non aiuta la conservazione. C’è sempre il rischio di alimentare il mercato nero degli animali esotici – che è uno dei settori più fiorenti, considerato anche che nel nostro paese non esiste un registro nazionale pubblico che evidenzi quanti animali nascono e muoiono e sono detenuti nei circhi, in quali circhi, e quanti circhi siano registrati sul territorio nazionale. Senza contare che i circensi possono contare anche su finanziamenti pubblici milionari, erogati ogni anno dal Ministero dei Beni Culturali, Spettacolo e Turismo, 4.900.000 € (quattro milioni novecentomila euro) nel 2017.
    Tramite un monitoraggio sul territorio, la LAV ha stimato che attualmente ci sarebbero circa 2000 animali detenuti in poco più di 100 circhi, rilevando inoltre che i circhi italiani detengono un numero elevatissimo di animali provenienti da specie in via di estinzione quali elefanti, tigri, leoni, ippopotami, rinoceronti ed altri. La maggior parte di loro sono nati in cattività, mentre altri vengono affittati o ceduti da un circo all’altro, oppure catturati nel loro habitat naturale da cuccioli, uccidendo la madre.circo
    Quello che vogliamo evidenziare è che per gli animali, sia che siano nati in natura che in cattività, il circo è sempre una costante sofferenza gli animali non scelgono di esibirsi, non scelgono di vivere in prigione da innocenti, né scelgono di essere trasportati per centinaia di chilometri sui camion. Nel circo gli animali sono ridotti a burattini nelle mani dei domatori e costretti ad una vita contro la loro stessa natura. Ricordiamo a tal proposito gli artt. 4 e 10 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale che recitano così:
    • art. 4, a) ogni animale che appartiene a una specie selvaggia ha il diritto di vivere libero nel suo ambiente naturale terrestre, aereo o acquatico e ha il diritto di riprodursi;
      b) ogni privazione di libertà, anche se a fini educativi, è contraria a questo diritto;
    • art. 10, a) nessun animale deve essere usato per il divertimento dell’uomo;
      b) le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità dell’animale.
    Per tale motivo rivolgiamo il nostro appello al vice presidente, ai ministri delle Attività Culturali, dell’Ambiente e della Salute, chiedendo di rispettare la scadenza imposta dalla Legge-delega sullo spettacolo n.175 del 2017 che – dopo cinquant’anni di attesa per una nuova legge sul settore – ha sancito il “graduale superamento del circo con animali”.
    Infatti, entro il prossimo 27 dicembre, il Governo dovrà stabilire come e da quando non utilizzare più gli animali nei circhi e negli altri spettacoli viaggianti. Il provvedimento sarà successivamente esaminato da Parlamento, Consiglio di Stato e Conferenza Stato-Regioni. Ci aggiungiamo alla richiesta della LAV che propone la fine dell’utilizzo degli animali in tutti gli spettacoli entro tre anni.
    Speriamo così di non dover mai più commentare notizie su incidenti che coinvolgono gli innocenti animali del circo, almeno nel nostro paese”.
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