Codice antimafia, lettera aperta della CGIL Avellino ai politici

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referendum, Cgil Avellino
Il segretario della Cgil di Avellino Franco Fiordellisi

Codice antimafia e gestione beni confiscati: l’appello della CGIL Avellino ai parlamentari irpini e alle segreterie provinciali dei partiti affinché tutelino la legalità a livello locale e nazionale

“Con questa lettera aperta, la Segreteria della Camera del Lavoro Territoriale CGIL Avellino intende rivolgere  a tutta la deputazione irpina ed alle segreterie di partito un accorato appello nell’essere consequenziali durante i lavori Parlamentari rispetto al Codice Antimafia ed agli interventi normativi idonei a sconfiggere le pratiche mafiose anche con strumenti adeguati alla gestione dei beni confiscati ed in particolare ad una adeguata e stringente normativa sui sequestri.

L’appello sul Codice Antimafia, perché per noi è grande il pericolo che stiamo correndo come Paese, dato il tenore del  dibattito che in queste ore si è innescato e gli attacchi scatenati da più parti che manifestano interessi corposi che vogliono impedire l’approvazione di alcune parti o inserirne di nuove, per rimettere in discussione persino materie già acquisite e consolidate nel tempo come le misure di prevenzione e la vendita dei beni sequestrati.

montevergine, Cgil AvellinoProprio in relazione a questo facciamo appello alla coerenza e al rigore della politica e della nostra deputazione che è estremamente importante in queste fasi, ancor di più, dopo le vicende delle minacce ad amministratori e la non più tanto latente presenza camorristica in provincia, con azioni delittuose, ma anche rispetto a capacità economico finanziarie, facilità di liquidità, che ha permesso acquisizioni di opifici in fallimento e dismessi, di aziende, di società servizi sanitari, di accoglienza migranti, il  tutto poco convince.

Occorre essere  vigili ed attenti ad iniziare dai giudici e dai curatori fallimentari.

Proprio partendo da questa parentesi locale, ci dichiariamo preoccupati e particolarmente  attenti all’approvazione del Codice Antimafia. Anche se oggi il Senato dovesse approvare il testo la vicenda non si chiude certo qui, infatti deve ritornare alla Camera dove il rischio è alto e dove si scatenerà di nuovo la bagarre.

Valutaremo attentamente, con la Cgil Nazionale, il testo che verrà votato, ma intendiamo con questa lettera aperta chiedere alla deputazione irpina di prendere una  posizione chiara ed importante anche a tutela e legalità del nostro territorio senza tentennamenti e cambiamenti”.