Convitto Colletta, per l’alternanza scuola-lavoro la visita al Carcere di Bellizzi

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Gli studenti del Convitto Colletta di Avellino sono stati in visita al Carcere di Bellizzi, in chiusura del progetto alternanza scuola-lavoro attuato dall’Ordine degli Avvocati

A chiusura del progetto Alternanza Scuola Lavoro con gli studenti del Convitto Colletta, attuato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Avellino, secondo le direttive del MIUR, gli avv.ti Maria Rita Martucci, Antonella Sorice e Anita Russo, insieme al tutor avv. Annarita Alois, hanno accompagnato gli studenti del Convitto Nazionale in visita al Carcere di Bellizzi.

Ad accoglierli il Direttore dott. Paolo Pastena, il Comandante della polizia penitenziaria dott. Attilio Napolitano e la educatrice dott.ssa Angela Ranucci. Il direttore del penitenziario ha parlato agli studenti, spiegando la funzione della pena con particolare attenzione all’aspetto rieducativo della stessa alla luce dei principi costituzionali. Ha illustrato la giornata tipo di chi è sottoposto a misura detentiva, i lavori e le attività che sono svolte nella casa circondariale.liceo p colletta

Il Commissario Napolitano ha spiegato le funzioni della polizia penitenziaria anche con l’aiuto di un video. Infine, la dott.ssa Ranucci ha parlato dell’importante ruolo dell’educatore del penitenziario, volto al recupero sociale del carcerato.

Gli studenti hanno potuto rivolgere domande ai presenti e si è aperto un interessante e proficuo dibattito sul ruolo del carcere ed il rapporto con la società circostante.

Proprio su questa tematica si è sviluppato l’elaborato finale redatto a conclusione del percorso formativo dagli Alunni del Convitto Colletta, concretizzatosi in una lettera aperta ai detenuti densa di significato e di speranze per il futuro.

Eccone il testuale contenuto:

«Cari amici,

la settimana scorsa abbiamo avuto modo di poter visitare il vostro Istituto. L’osservare le vostre aule, i vostri locali e l’aver conosciuto alcune tra le figure più importanti della vostra quotidianità, ci ha arricchito, dandoci la possibilità di comprendere una realtà che eravamo abituati a vedere solo dall’esterno e di cui avevamo un’idea condizionata dal dire comune. E’ stato emozionante camminare tra le aule del liceo artistico e poter ammirare i colori vivacissimi dei vostri dipinti, la cura e la maestria che mettete nei vostri lavori! I presepi, ad esempio, sono stati per noi la dimostrazione che da ogni esperienza, anche da quelle negative, possa fiorire qualcosa di bello.

Questa è solo una delle tante realtà che ci sono state presentate della vostra quotidianità: le attività teatrali, le classi scolastiche, le mansioni giornaliere che svolgete nel vostro Istituto che ci sono state illustrate, hanno suscitato in noi ammirazione, in quanto rispecchiano la vostra grande forza di volontà e la tenacia a non arrendersi.

Tutto ciò di cui abbiamo potuto avere testimonianza, ci ha reso coscienti di quanto la vita sia importante e non vada sprecata, ma soprattutto che la detenzione non debba essere altro che una parentesi nella vita di ciascuno di voi. Infatti crediamo che, qualsiasi sia l’errore che avete commesso, questo non debba condizionare la vostra vita e le possibilità del vostro futuro. Siamo consapevoli che il mondo esterno può riservarvi dei pericoli nei quali potreste imbattervi, ma vogliamo ricordarvi che non dovete sentirvi segnati dagli errori passati e che, una volta fuori, potete essere persone migliori rispetto al passato.

Per quanto ci riguarda, anche noi, essendo maturandi, siamo prossimi ad affrontare il mondo con le sue varie sfaccettature, ma vi promettiamo che, nel nostro piccolo, ci discosteremo dagli errori di coloro che ci hanno preceduto per rendere la società un luogo disposto ad accogliervi e a farvi sentire finalmente persone LIBERE!

Vi lasciamo con una frase tratta da “Il piccolo principe”:

“E’ una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito. E’ una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto. Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio”».

                         I maturandi del Liceo Classico Europeo del Convitto Nazionale P. Colletta