mercoledì - 14 Aprile 2021

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    Comune di Atripalda: reintegrati dipendenti con buste paga gonfiate

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    Reintegrati tre dei quattro dipendenti comunali sospesi lo scorso febbraio per aver gonfiato le loro buste paga

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    Erano quattro i dipendenti comunali sospesi dal servizio con decurtazione del 50% dello stipendio:l’ipotesi di reato sarebbe di concorso in truffa aggravata perché, attraverso un semplice ma efficace meccanismo contabile, i quattro indagati avrebbero beneficiato per anni di stipendi più alti di quelli che gli spettavano grazie a fittizi rimborsi legati a trasferte di servizio mai effettuate. E, allo stesso tempo, in busta paga erano registrate trattenute per prestiti in corso che rendevano il saldo pressoché invariato e, quindi, apparentemente nella norma.

    Ribaltata, dunque, la posizione di tre dei quattro dipendenti indagati (V.A., I.L. e I.W.) che ora potranno ritornare a lavoro dopo lo stop a seguito del provvedimento sindacale che li aveva sospesi, in via cautelare, dal servizio con decurtazione del 50% dello stipendio.

    Nelle sette cartelle le motivazioni con le quali i magistrati del Foro di Avellino (Presidente Giuseppe De Tullio, il giudice relatore estensore Ciro Luce ed il giudice Marianna Molinario) accolgono la domanda cautelare, e per l’effetto ordinano al Comune di Atripalda di reintegrare i tre ricorrenti nel posto di lavoro. Inoltre condannano il Comune del Sabato al pagamento delle spese di lite, liquidate nella complessiva somma di 2.600 euro, di cui 2.500 per compensi e 100 per spese, oltre accessori come per legge.
    Secondo quanto si legge nelle motivazioni

    «Il provvedimento di sospensione dei tre dipendenti appare, all’evidenza, emesso al di fuori delle ipotesi previste nella disciplina indicata ed applicata. Non v’è stato rinvio a giudizio, né v’è stata restrizione della libertà personale, e quindi non v’è stato alcuno dei presupposti che legittimerebbero l’Ente, datore di lavoro, alla sospensione facoltativa dei dipendenti. Le argomentazioni relative alla gravità dei fatti emersi, anche con riferimento a specifiche situazioni di taluni dei ricorrenti, non tolgono che la sospensione facoltativa sia stata emessa senza che ricorra alcuno dei presupposti indicati dalla disciplina di riferimento, perché, lo si ripete, vi è solo una indagine penale in corso, e non già una sentenza di condanna, né un provvedimento restrittivo della libertà personale. L’ Amministrazione ha quindi sospeso i propri dipendenti al di fuori delle ipotesi in cui in cui è consentita una tale iniziativa, che pertanto appare illegittima».

    Comune di Atripalda: reintegrati dipendenti con buste paga gonfiate
    Comune di Atripalda: reintegrati dipendenti con buste paga gonfiate

    Prima dell’estate era stato il Giudice unico del Lavoro di Avellino a rigettare il ricorso d’urgenza sul reintegro dei dipendenti sospesi dal lavoro e li aveva condannati anche al pagamento delle spese processuali. Il Giudice Unico della Sezione Lavoro e Previdenza del Tribunale di Avellino, con ordinanza a firma della dottoressa Monica D’Agostino aveva infatti respinto il ricorso d’urgenza presentato da tre dei quattro dipendenti indagati (V.A., I.L. e I.W.) contro il provvedimento sindacale di sospensione cautelare dal servizio con decurtazione del 50% dello stipendio, condannando i ricorrenti anche al pagamento delle spese di lite, liquidate in 1.800 euro. I tre ricorrenti così avevano presentato reclamo dinanzi al Tribunale in composizione collegiale, che invece ieri, si è pronunciato favorevolmente.

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