Perché è così difficile essere simpatici agli italiani?

L'Associazione Comunità accogliente ha una nuova sede e apre le porte a tutti, affinché l'integrazione passi attraverso la conoscenza



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comunità accogliente, avellino

L’Associazione Comunità accogliente ha una nuova sede e apre le porte a tutti, affinché l’integrazione passi attraverso la conoscenza

L’avevano richiesta a gran voce e finalmente è arrivata. Giovedì 25 ottobre è stata inaugurata ufficialmente la nuova sede dell’Associazione Comunità Accogliente presso la mediateca comunale di Mercogliano

Per chi ancora non la conoscesse, Comunità Accogliente è un’associazione costituita da cittadini volontari, che opera da circa tre anni sul nostro territorio al fianco degli immigrati. Comunità Accogliente non sostituisce il lavoro delle istituzioni, ma possiamo dire che ne fa uno ben più difficile: accoglie. L’accoglienza passa prima di tutto attraverso lo studio della lingua italiana, primo ostacolo e veicolo tra noi e “loro”. Inoltre l’associazione si offre come consulenza legale e culturale per tutti coloro che arrivano nel nostro paese e si trovano all’oscuro di leggi e costumi. Diversi sono stati i progetti di Comunità Accogliente negli ultimi anni: dai laboratori di teatro, agli incontri nelle scuole e al volontariato, come unico obiettivo l’integrazione. 

comunità accogliente
Letizia Monaco

Così Letizia Monaco, referente della Comunità Accogliente con un rapido excursus ha illustrato il progetto portato avanti da alcuni cittadini, stanchi di vedere giovani abbandonati al loro destino tra le strade. Presente l’Amministrazione Comunale e il Sindaco Massimiliano Carullo che ha commentato così l’iniziativa di Comunità Accogliente:

I miei figli hanno giocato a basket con questi ragazzi ed è stata una ricchezza. Non c’è niente da aver paura. Da Mercogliano è partito un percorso che vuole essere una guida culturale per tutta la provincia.

Dal canto nostro, poiché crediamo fermamente in un giornalismo che si fa “in strada e tra la gente” abbiamo scambiato quattro chiacchiere con i ragazzi e le ragazze di Comunità Accogliente, il cui unico desiderio è proprio quello di essere ascoltati e perché no, scattarsi qualche selfie ricordo.

“Ah, quei cellulari costosi! È questo che fanno con i nostri soldi!” Chissà quanti leoni da tastiera aspettano solo un pretesto per poter puntare il dito a suon di commenti sui Social Network. Seppur non bisogna giustificare affatto la presenza di un cellulare nelle mani di un immigrato, è bene ricordare che talvolta costituisce l’unico mezzo tra queste persone e i propri cari, lasciati indietro in quel che potremmo chiamare nuovo “viaggio della speranza”.

Ci hanno raccontato che provengono da paesi lontanissimi: South Africa, Algeria, Burundi, Cameroon, Egitto, Eritrea, Ghana, Gambia, Morocco, Nigeria, Senegal, Somalia, Sudan, Tunisia, Uganda, Zambia…e non è difficile fare una piccola ricerca sul web per capire in che condizioni versano questi paesi e per quale motivo questi uomini e donne attraversano il deserto, affrontano viaggi pericolosissimi in mare (leggi qui il raccontoe semplicemente “non se ne restano a casa loro”. 

comunità accogliente

Scappano qui e portano il loro sapere, la loro cultura, la loro arte. C’è chi dipinge quadri dal gusto africano, chi tesse borse ricamate, chi invece ricicla la carta in modo creativo. E ancora, c’è chi si dedica al teatro, chi fa volontariato, chi va a scuola o impara un mestiere. Qualcuno sogna di restare e stabilirsi qui, qualcun altro spera di raggiungere quanto prima parenti e amici fuori dall’Italia. Sono umani dalle tante storie diverse e la pelle abbronzata, sono umani che ridono, piangono e si scattano anche i selfie. Sono umani spesso disorientati, pieni di paure e desideri, sono umani che commettono errori, cadono, si rialzano e camminano a fatica…sono umani questi a cui la vita ha somministrato qualche dose di ostacolo in più, ma sono umani coraggiosi che non hanno accettato un destino evidente.

comunità accogliente

Vorrei farvi una domanda – ha rotto il ghiaccio Kemo Camara – ma perché è così difficile essere simpatici agli italiani?

Ecco, perché è così difficile lasciarceli andare giù questi immigrati? Qual è il problema e soprattutto, con chi vorremmo prendercela sul serio? Non basta un libro pieno di parole per rispondere, non basta essere una paroliera da strapazzo in mezzo ad un oceano di populismi, la gente crede soltanto a ciò che vede e per questo vi rigiro l’invito di Comunità Accogliente che apre le porte della sua nuova sede proprio a tutti, affinché ogni barriera venga rimossa e con esse le paure e gli scetticismi.

E voi come rispondereste se un ragazzo di 23 anni, proveniente da lontano, vi facesse questa domanda? Avreste il coraggio di dire tutto quello che pensate?

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