Coronavirus, “Andrà tutto bene..SE”

Covid-19, coronavirus

Parte con una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte una petizione sul futuro dei lavoratori soprattutto dopo l’Emergenza Coronavirus

Presidente Giuseppe Conte, in queste sere difficili mentre eravamo rinchiusi nelle nostre case, lei si è spesso rivolto a noi, abbiamo ascoltato i suoi discorsi con attenzione, seguendo le dirette in TV, sui nostri smartphone e computer che in questi giorni ci fanno compagnia e consentono a molti di lavorare da casa con minori rischi”, affermano i primi firmatari della petizione sulle nuove misure da attuare per il lavoro anche dopo l’Emergenza Coronavirus.coronavirus

“Oggi però siamo noi a rivolgerci a Lei. – continua la lettera – Sappiamo che è il momento di rispettare le regole, per la nostra salute e quella della collettività, ma non possiamo smettere di pensare al mondo che troveremo fuori dalla porta delle nostre case quando tutto ciò sarà finito.

Con il decreto “Cura Italia” si è iniziato a intervenire nella giusta direzione, ma serve andare oltre, sia con le misure emergenziali, che con quelle strutturali. Senza urgenti norme che cambino davvero in profondità il nostro modo di intendere la società, sarà un disastro e in fondo al tunnel troveremo solo macerie. Non possiamo pagare noi ancora una volta questa crisi.

Per questo abbiamo deciso di iniziare a mobilitarci, organizzandoci via skype, sui social media, con Whatsapp e intendiamo farci sentire con forza.

Non possiamo pagare sempre noi: quelli che non troveranno lavoro, i precari che saranno i primi a perderlo, i più anziani prossimi alla pensione, i riders del cibo a domicilio, gli operai, gli studenti, l’esercito di tirocinanti, i lavoratori informali, della logistica e del commercio esposti ai rischi, i genitori che già stanno affrontando spese impreviste o rinunciando al lavoro per accudire i figli e coloro che assistono i loro cari non autosufficienti.

Ci sentiamo dire ogni giorno “andrà tutto bene”, ma crediamo che perché sia davvero così è necessario prendere scelte ancora più coraggiose.

Coronavirus – Andrà tutto bene se:

? Se avremo un reddito di quarantena, che tuteli tutti coloro che a causa della pandemia sono rimasti senza entrate: dalle partita Iva a chi ha contratti di collaborazione, dalle collaboratrici domestiche a chi faceva lavori saltuari e informali e in generale a chi non è coperto da un ammortizzatore sociale adeguato;

? Se nessuno perderà la casa e estenderemo il blocco degli sfratti nel tempo e prevederemo il blocco degli affitti e se tuteleremo il diritto all’abitare in primis delle fasce più deboli. Se attiveremo nuove misure per sostenere le spese per affitti e bollette per coloro che si ritrovano senza un reddito;

? Se verranno rinnovati tutti i contratti precari terminati durante l’emergenza, e verrà esteso universalmente il blocco dei licenziamenti; dev’essere inoltre assicurato a tutti l’annullamento dei licenziamenti avvenuti dall’introduzione delle prime misure di contrasto al coronavirus.

? Se ci sarà una radicale riforma fiscale progressiva e redistributiva, che attinga principalmente dalla rendita e dai grandi patrimoni per rafforzare in maniera strutturale i servizi pubblici; ora più che mai sono i ricchi che devono pagare, contribuendo in maniera decisiva alle necessità sociali;

? Se rafforzeremo immediatamente il servizio sanitario nazionale, con l’acquisto di strumentazione, l’assunzione stabile di personale, la riapertura dei presidi ospedalieri chiusi in questi anni nelle aree interne e nelle aree metropolitane, la requisizione delle strutture private per far fronte alle esigenze di salute pubblica, e l’aumento del numero di borse di specializzazione;

? Se rilanceremo la ricerca pubblica e la formazione, perché solo una conoscenza scientifica di qualità, diffusa e a disposizione di tutti, attraverso un’università gratuita e finanziata, può tutelare tutti e tutte, e non solo chi se lo può permettere, e può farci ripartire verso il futuro;

? Se verrà approvato un grande piano di investimento pubblico per la ricostruzione della nostra economia, attraverso assunzioni pubbliche e una messa in sicurezza del territorio e del nostro patrimonio. È il momento che le attività produttive strategiche e i servizi essenziali non siano più privati e tornino della collettività: per rilanciare occupazione, consumi e opportunità, per una giustizia sociale e ambientale.

Siamo consapevoli che per attuare queste misure saranno necessari molti fondi, ma di fronte ad un’emergenza come questa – sanitaria, economica e sociale – le rigidità dei vincoli europei e del Patto di Stabilità devono essere immediatamente superate e ci vuole il coraggio di far sostenere le necessità collettive a chi ha redditi alti e grandi patrimoni.

In questi giorni abbiamo dimostrato forza, sensibilità, solidarietà. Non lasciamo che ritornino in un cassetto. Restiamo vivi e attivi, continuiamo più di prima a occuparci di chi sta vicino, prendiamo in mano il nostro futuro e diamo battaglia per costruire una società più giusta, in cui nessuno sia più solo e nessuno debba più essere ai margini, sopraffatti da diseguaglianze e paura.

Può andare tutto bene, certo. – concludono i firmatari della lettera in Emergenza Coronavirus – Ma andrà tutto bene solo se, finalmente, le cose cambieranno. Andrà tutto bene se troveremo la forza di lottare insieme. Oggi a distanza, domani standoci più vicini che mai.

Primi firmatari:

Paolo Brugnara, Serena Vitucci, Andrea Torti, Simone Fana, Raffaella Casciello, Luca Scarpiello, Marta Fana, Vincenzo Cramarossa, Alessandra Di Bartolomeo, Stefano Kenji Iannillo, Simona Ardito, Mariano Di Palma, Ilaria Iapadre, Danilo Lampis, Regina Barile, Fausto Melluso, Pasquale Ricci, Marco Marrone, Claudio Riccio, Alessandra Ricupero, Riccardo Laterza, Roberto Iovino, Carmine Doronzo, Francesco Santimone, Rocco Albanese, Marco Mafio Maffeis, Federico Del Giudice, Andrea Incorvaia, Ruggiero Quarto, Giulio Breglia, Lorenzo Zamponi.

FIRMA LA PETIZIONE https://bit.ly/andràtuttobeneSE

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