lunedì - 12 Aprile 2021

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    Coronavirus, Raffaele: “Dopo 69 giorni sono finalmente negativo”

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    Con una intervista abbiamo chiesto a Raffaele Bonito, un giovane di Santa Paolina di aprire il suo scrigno di ricordi in questi 69 giorni di positività al Coronavirus

    Il Coronavirus si sa non guarda in faccia a nessuno e molto spesso ti segna profondamente, proprio per questo abbiamo pensato di far raccontare a chi purtroppo è risultato positivo la loro esperienza a contatto con questo virus. Con una intervista abbiamo chiesto a Raffaele Bonito, un giovane irpino di Santa Paolina di aprire il suo scrigno di ricordi in questi 69 giorni di isolamento volontario.Coronavirus, nusco, montella, cervinara, san michele di serino, moschiano, rotondi, Covid-19 coronavirus -test - ariano irpino

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    Innanzitutto Raffaele come ti senti e quando hai scoperto di aver contratto il Coronavirus?

    “Salve a tutti, al momento sto bene, sono risultato negativo l’1 Aprile. Il 22 Gennaio ho avuto il referto con esito positivo verso l’ora di pranzo e stavo in camera da letto”.

    Dove l’hai trascorse e come le hai svolte le tue giornate di attesa?

    “Per l’isolamento mi sono trasferito nella casa dei miei nonni (ovviamente loro non abitano qui). Le giornate le ho trascorse tra piccoli servizi domestici, esercizi fisici, guardando la tv o serie tv, sui social e in preghiera, ma soprattutto avevo adottato un metodo che potrebbe essere utile a tutti per chi potrebbe vivere la mia situazione: scrivere un diario di bordo, perché scrivere in qualche modo potrebbe aiutare a sfogarsi di tutto ciò che si sta vivendo. In quei giorni mi resi conto che una situazione del genere non è niente in confronto a chi tutti i giorni soffre tanto”.

    Spiegaci nel dettaglio come è avvenuta la procedura di tamponi ed isolamento.

    “Il 21 Gennaio io e la mia famiglia veniamo a conoscenza che l’operaio di mio padre è risultato positivo, fu un colpo basso. Così incominciammo a riflettere su due opzioni: andare subito a fare il tampone o aspettare il giorno seguente per monitorare la situazione. Menomale che scegliemmo la prima. Le manovre di “super prevenzione” che adottai credo che hanno dato il loro contributo: andando da Guarino per fare il tampone molecolare, chiesi ai miei familiari in macchina, con molta insistenza, di tenere i finestrini aperti oltre che indossare la mascherina; e la seconda manovra è che appena tornai a casa dopo il test, mi chiusi in camera fino al giorno seguente, perché sentivo che qualcosa non andava. Poi è successo quello che è successo, con grande piacere i miei familiari hanno ottenuto l’esito negativo. Comunque dopo aver saputo l’esito mi trasferisco nell’altra abitazione. Insomma se si è armati di buon senso e prevenzione non si sbaglia mai”.

    Da giovane ad aver contratto il Coronavirus, cosa ti senti di dire ai tuoi coetanei e quali possono essere i consigli per tutti?

    “Voglio invitare a tenere: pazienza, seguire le normative vigenti dall’OMS e a “sviscerare” bene le notizie che andiamo a leggere, perché non tutte sono veritiere, pertanto abbiate un occhio di riguardo. Per chi sta svolgendo l’isolamento, il mio consiglio è di dover pensare di trovarvi nella famosa “Stanza dello Spirito e del Tempo”, molti di voi la conosceranno per aver visto Dragon Ball, dove al suo interno il tempo passa diversamente rispetto all’esterno e nel frattempo bisogna lavorare molto su stessi, come apprendere delle nuove competenze. Vorrei poi aggiungere: avete presente il detto “non rimandare a domani quello che puoi fare oggi”, in una situazione del genere vi conviene fare il contrario, in questo modo avete già in programma un impegno per l’indomani. Ho fatto il possibile per ricavarne il meglio da quest’esperienza, è stato un periodo difficile, tuttavia è stato anche un’occasione per poter imparare nuovi argomenti, quindi vi invito a prenderla in questo modo. Spero che questa testimonianza possa far riflettere su come è importante prendersi cura di se stessi e degli altri.

    Infine vorrei ringraziare: al mio amico Gino Feola per avermi dato l’input di poter parlare della mia esperienza, a Gerardo Megaro per avermi aiutato nel mettermi in contatto con voi di Avellino Zon e a TUTTE le persone che mi sono state vicine, a partire da chi mi ha tenuto compagnia con un messaggio, una chiamata, una videochiamata e chi con una clacsonata fuori casa mi ha rassicurato che stava con me nonostante tutto. Grazie mille e buona vita!”.

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