lunedì - 25 Ottobre 2021
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    Covid, grazie alla tecnologia pazienti non lasciati soli

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    I medici di famiglia verso la digital health. Il Dottor Genua, Presidente SIGM AV: “La medicina territoriale sta funzionando bene”

     

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    La seconda ondata pandemica ha coinvolto un numero molto più elevato di persone rispetto alla prima, ma il numero dei morti è considerevolmente elevato e sovrapponibile finora ai deceduti della prima ondata. I grafici della diffusione del contagio in relazione all’età della popolazione evidenziano che l’86% dei contagi riguarda la fascia di popolazione di età inferiore a 70 anni, mentre il tributo in vite viene pagato quasi esclusivamente dalla fascia di età superiore a 70 anni (il 95%): di COVID-19 si ammalano i più giovani, ma muoiono i più anziani, specie se portatori di ulteriori patologie che fiaccano la capacità di reazione dell’organismo.

    Secondo i dati ISS del 5 dicembre 2020, il confronto tra quelli nazionali e quelli della regione Campania evidenzia alcuni elementi significativi: nella nostra regione pur essendosi contagiato un numero di persone corrispondente alle attese statistiche (9.57%), c’è attualmente un numero più elevato di contagiati, rispetto all’atteso (13.4%), e una bassa prevalenza di soggetti ricoverati in degenza ordinaria ed in terapia intensiva. La maggior parte dei pazienti viene curata a domicilio. Di riflesso il numero di deceduti è nettamente inferiore alle aspettative (3.18% del totale) con un indice di letalità pari ad un terzo di quello nazionale (1.2 vs 3.48). In regione Campania il sistema di cure domiciliare dei pazienti con COVID-19 sembra funzionare egregiamente e contiene la pressione di ricoveri in strutture di degenza.

    SI STANNO ESPLORANDO NUOVE FRONTIERE DELLA DIGITAL HEALTH, COME LE TELEVISITE

    Questo grande risultato è stato ottenuto finora grazie alla capacità di resilienza della medicina di famiglia che fin dagli esordi della pandemia ha elaborato modelli assistenziali innovativi capaci di rispondere alle nuove esigenze: il rapporto con i pazienti è avvenuto soprattutto con l’utilizzazione di innovativi sistemi di comunicazione. Il mezzo prescelto nella maggior parte dei casi, per la sua versatilità è stato sicuramente whatsapp. Si stanno esplorando le nuove frontiere della “digital health”, privilegiando le televisite, il teleconsulto, la tele cooperazione e in un futuro prossimo in maniera intensiva la telemedicina. Il cambiamento promosso ha riguardato anche la riorganizzazione dello studio medico, gli accessi filtrati e limitati alla necessità di visita medica, la ridefinizione in termini di sicurezza delle visite ambulatoriali e domiciliari, la ricezione informatica dei referti, la telegestione a domicilio dei pazienti COVID-19 e dei loro familiari.

    Tutto questo fermento innovativo è stato armonizzato dalla SIMG nazionale e dal Presidente, Dottor Saverio Genua, che ha elaborato un documento di indirizzo “Verso una nuova medicina generale” che, partendo dalla grave emergenza sanitaria che ci sta coinvolgendo, propone nuovi modelli organizzativi e gestionali che siano in grado di favorire il rilancio definitivo della nostra area professionale attraverso lo stimolo alla attività di qualità definita e verificata con idonei indicatori e con un meccanismo retributivo premiante, basato sul riconoscimento dei risultati di salute prodotti, dando particolare evidenza alle problematiche croniche dei pazienti che per nessun motivo possono essere trascurate. L’applicazione di queste proposte potrebbe favorire un’autentica rinascita della medicina generale.

     

    Per una analisi più dettagliata dei dati sulla seconda ondata della pandemia, il Presidente della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) AVELLINO, Saverio Genua, può esser contattato al numero 333.2825928.

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