La Curva Sud: «La categoria poco importa, conta l’amore per la maglia»



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Curva Sud Avellino

«Noi ci siamo e ricominciamo più carichi di prima. A voi, gente d’Irpinia, chiediamo passione e dedizione» si legge nella nota pubblicata dalla Curva Sud

Ecco il comunicato della Curva Sud dell’Avellino:

«Sembra essere terminata quest’assurda estate di passione. Dopo una salvezza conquistata sul campo, l’illustre sig. Taccone e la sua prole ci hanno catapultato in un assurdo inferno, colpendoci dritto al cuore! Un’intera tifoseria mortificata, prima nelle aule di tribunale e poi a livello mediatico, per un sostanziale vizio di superficialità. Incommentabile. Al sig. Taccone e al suo stuolo di consiglieri e collaboratori, ci sentiamo solo di dire che Avellino non dimentica.

Chiuso questo triste capitolo della nostra storia, se ne apre uno nuovo e, come incipit, scegliamo di partire dai ringraziamenti. Il primo va a Mario Dell’Anno, messo alla gogna fino a poco tempo fa, a seguito dell’acquisizione del nostro storico logo. Ora, a distanza di tempo, tutti i suoi detrattori avranno capito (ci auguriamo) l’importanza di quella scelta. Con l’acquisizione e la successiva cessione del logo all’associazione “Per la Storia”, Mario ci ha tutelato da spiacevoli sorprese (come quella che ci ha fatto il sig. Taccone) permettendoci oggi, con il supporto della nuova società, di scendere in campo con il nostro Lupo cucito sul petto.

Il secondo, non per ordine di importanza, va sicuramente alla nuova società che, ascoltando il cuore della piazza, ha ritenuto prioritario lavorare con l’associazione affinché questa vicenda avesse un epilogo positivo. Infine, vorremmo ringraziare tutti gli attori che hanno sposato, con estremo impegno, la causa dell’U.S. Avellino 1912, lavorando per il ritorno del logo: Mario Dell’Anno, il notaio Massimo Giordano, il dott. Maurizio Sole, l’ing. Antonello Rotondi e tutti i consiglieri che rappresentano la Curva Sud nell’associazione. Grazie a tutti voi.

Dopo i ringraziamenti, è il turno dei chiarimenti, in particolare sulla posizione che abbiamo assunto durante questo periodo travagliato. Siamo esseri umani e, come tali, sbagliamo. Sono state prese scelte sicuramente rivedibili, vero, e siamo sempre pronti ad accogliere le critiche, purché esse siano costruttive e sensate.Curva Sud Avellino

Diverso, invece, è quando si attaccano i singoli per puro astio personale. Non possiamo accettare il processo a cui è stato sottoposto un personaggio che ha dedicato, dedica e siamo sicuri dedicherà, la propria vita alla Curva Sud: Franco Iannuzzi. Tutti gli opinionisti da strapazzo e i detrattori, che imperversano in TV e sui social, non erano accanto a noi quando giravamo tutto lo Stivale dietro lo striscione che porta il nome della nostra città. Tutti i riscoperti nostalgici della “Curva che fu” non li abbiamo mai visti all’opera nella realizzazione di una coreografia o nell’allestimento di una trasferta, tantomeno mettere 1 euro in favore di chi, quella trasferta, non poteva permettersela. Loro non c’erano e giustamente non possono sapere che ogni qualvolta c’era un problema del genere, Franco era sempre lì a dare il suo supporto.

Ci premeva ricordare a questi soggetti che, prima di criticare, sarebbe buon costume impegnarsi in prima persona. Noi, dal canto nostro, siamo sempre aperti a chiunque voglia darci una mano. Vi aspettiamo!

Infine, ci sentiamo di lanciare un appello con l’avvio della nuova stagione: noi ci siamo e ricominciamo più carichi di prima. A voi, gente d’Irpinia, chiediamo passione e dedizione. La categoria poco importa, quello che conta è l’amore per questi colori e l’amore per la maglia. Ci sono piazze che ancora non ci conoscono. Mostriamogli chi siamo.

Avanti tutta!».

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