Da un senzatetto di Avellino ai senzatetto ad Avellino

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Anche ad Avellino problemi come povertà e senzatetto sono una realtà concreta e tangibile di fronte alla quale non si può restare indifferenti

Recente è la sentenza che assolve C. V., un senzatetto originario di Avellino, protagonista di un processo paradossale. Accusato di non essere nel luogo indicato come “domicilio” a seguito di misure cautelari emesse nei suoi confronti e dopo un controllo dei Carabinieri alle due di notte.

Il luogo è il sagrato di una Chiesa di Casavatore, esposto al freddo e alle intemperie, l’uomo era forse qualche metro più in là per ripararsi meglio e affrontare così il gelo della notte. Questa vicenda ci fa riflettere su quella che anche in Irpinia è una triste realtà.

La presenza dei senzatetto nell’avellinese è cresciuta considerevolmente da qualche anno a questa parte, come conferma anche il presidente della casa di riposo “Rubilli”, il Dott. Nargi, che da anni si occupa del problema e insieme ai volontari cerca di offrire un riparo e un pasto caldo a chi ne ha bisogno.

La vita in strada, se per alcuni può essere una scelta, per altri è una costrizione, come per la maggior parte degli ospiti di casa Rubilli. Con la crisi economica che ha colpito il nostro Paese molti si sono trovati, di punto in bianco, senza lavoro, attanagliati dai problemi finanziari, messi spalle al muro, costretti a un drastico e difficile cambiamento. Quando perdi tutto resta solo la strada, con tutti i suoi pericoli.

La povertà non fa rumore, esiste ma silenziosa e nel silenzio tante vite si consumano di sofferenza e dignità. In questi giorni di freddo anche la Confraternita di Misericordia di Avellino ha aperto le porte ai bisognosi e ai senzatetto offrendo loro posti letto. Tuttavia in questa direzione è ancora molto il lavoro da fare.

Le istituzioni per prime dovrebbero farsi carico di un problema concreto che merita di essere risolto in modo efficace e che dovrebbe sempre essere prevenuto per evitare che insorga nuovamente.