Dacia Maraini ospite del Liceo D’Aquino a Nusco



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Il Liceo “R. D’Aquino” incontra la scrittrice Dacia Maraini per discutere di “Donne e Mediterraneo”

La questione femminile ha radici molto profonde e, seppur con connotazioni diverse, ha coinvolto più generazioni anche nel nostro Paese. Ne è testimone e profonda conoscitrice la scrittrice Dacia Maraini, che stamattina è intervenuta nell’incontro organizzato dal Liceo “R. D’Aquino”, con il patrocinio dell’amministrazione del Comune di Nusco, dal titolo “Le Donne ed il Mediterraneo”.

La Maraini viene spesso identificata con la cd. “generazione degli anni Trenta“, un gruppo di autori ancora viventi o scomparsi da poco, nati negli anni ’30, che hanno reso internazionale ed illustre la letteratura e la poesia italiana (pensiamo anche ad Umberto Eco o al Alda Merini). E fa decisamente un certo effetto la lucidità, ma anche l’estrema modernità con cui la scrittrice affronta temi di attualità, sollecitata dai ragazzi del liceo scientifico di Montella, del classico di Nusco e dell’istituto professionale di Montella.

La scrittrice ha avuto negli anni numerosi riconoscimenti, dal Premio Campiello, al Cimitile al  Premio Strega, oltre a due lauree honoris causa presso le Università dell’Aquila e di Foggia, ma quello che colpisce nel sentirla parlare è la semplicità e la voglia di confrontarsi e anche di mettersi in discussione nel dibattito con i ragazzi, che le fanno le domande più disparate, dal valore della letteratura al suo rapporto con la tecnologia ed i social.

L’incontro prende spunto anche dall’ultimo libro della Maraini, Tre donne, che racconta la storia di Gesuina, Maria e Lori, rispettivamente nonna, madre e figlia, tre generazioni di donne che convivono e che si confrontano sul tema universale per eccellenza, l’Amore. Lo fanno soprattutto attraverso la scrittura di un diario, ma anche attraverso i social che, per assurdo, sono lo strumento prediletto dalla nonna e non dalla nipote e che rendono possibile la creazione di una comoda “realtà virtuale”, dietro cui capita spesso ormai di nascondersi.

Il dibattito spazia veramente sui temi più disparati dell’attualità e la Maraini non si tira indietro, né rispetto alle sollecitazioni sul diritto di morire” dignitosamente e con piena libertà, né rispetto alla paura “dello straniero” e dell’islamico, a suo avviso frutto di una generalizzazione da parte di chi – come la Fallaci – non ha saputo dare la giusta dimensione di un mondo variegato e di certo non riconducibile solo all’Isis o al terrorismo. Non mancano, ovviamente, le domande sul dilagante fenomeno della “violenza di genere” e la scrittrice ci tiene a ribadire che, dal suo punto di vista, anche il linguaggio utilizzato per descrivere fatti di cronaca può fare la differenza in una battaglia di civiltà e di abbattimento degli stereotipi.

Quante interessanti sollecitazioni e quanti spunti per dibattiti che dovrebbero andare di pari passo con le lezioni in una scuola moderna, soprattutto in ragione del grave rischio di inaridimento e di solitudine a cui ci espone la società contemporanea.

 

 

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