Davide Gallace: un irpino che sogna di diventare attore senza dimenticare le sue origini



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Davide Gallace

Conosciamo Davide Gallace, diciannovenne di origini irpine che sogna di diventare attore. L’intervista prima del suo incontro con la comunità andrettese a Lucerna, in Svizzera

A distanza di un anno dall’incontro di Francesco Celli, presidente dell’associazione socio-culturale “Info Irpinia”, con la comunità andrettese presente in Svizzera, quest’anno è il turno di Davide Gallace, un giovanissimo ragazzo di 19 anni che sogna un giorno di calcare palcoscenici importanti della cinematografia internazionale. Ecco l’intervista.

Quali sono le tue origini?

Sono metà calabrese e metà irpino, mio padre è calabro, mia madre è originaria di Andretta.

Dove vivi adesso?

In Svizzera, precisamente a Winterthur; mia madre andò lì subito dopo il sisma del 1980, e mio padre 10 anni dopo.

Quindi sei nato e cresciuto lì?

Sì, ho 19 anni.

Davide GallaceDavvero? Eppure nel video che hai pubblicato su Youtube, “Things Were Better When Times Were Harder“, sembri più adulto, più maturo, ti darei 23-24 anni. Come ti è venuta quest’idea?

Il mio sogno è quello di diventare attore, mi stavo ispirando alla scena di un film per scrivere un monologo tutto mio, ma poi ho pensato a mio zio ed alla sua storia

Qual è la storia di tuo zio?

Lui, Angelo Di Pasquale, si trasferì dal suo paese (Andretta) per andare a cercare fortuna in America. Nel video, racconta la sua infanzia al nipote spiegandogli che si stava meglio quando si stava peggio. Il mio obiettivo un giorno è di andare ad Hollywood per realizzare il mio desiderio di fare cinema… Ringraziando Dio, non sono nato nella povertà, non ho avuto tutte le difficoltà che ha avuto lui. Ed è proprio per questo che l’ammiro tanto. Perché dal nulla e riuscito a costruirsi qualcosa.

Che lavoro fa/faceva?
Organizzava eventi italiani con artisti italiani. Adesso ha una attività a Ravenna. È una persona di un’umiltà incredibile.
E come chiameresti questo monologo?
“La risvolta” perché per me è l’inizio di un qualcosa in cui credo.
Domenica andrai ad incontrare i tuoi conterranei…
Vado là perché mi fa tanto piacere, è parte di me.

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