Disturbi del comportamento alimentare: il convegno del Moscati



0
Disturbi del comportamento alimentare

Disturbi del Comportamento Alimentare: esperienze a confronto per l’individuazione nella Regione Campania dei servizi presenti e nuovi

Il convegno suidisturbi del comportamento alimentari Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), che si è tenuto quest’oggi presso la città ospedaliera “Moscati” di Avellino, ha inteso far emergere la rete di sostegno clinico-assistenziale che si sta sviluppando in Campania per far fronte ad una carenza che fino ad oggi ha caratterizzato la nostra regione dal punto di vista delle strutture semi residenziali e residenziali per il trattamento di una patologia che ha assunto negli ultimi tempi il carattere di una vera e propria epidemia sociale, come affermato dalle professionalità mediche intervenute.

Da un’analisi dei livelli di assistenza medica che la Regione Campania offre per chi soffre di questa patologia, che fino a pochi anni fa si trattava solo come disturbo psichiatrico, mentre è riconosciuto ormai da tutta la comunità scientifica che si tratta di una patologia che necessita di un approccio sistemico, si è evidenziato come il paziente venga assistito solo a livello ambulatoriale ed ospedaliero, creando spesso un rimbalzo tra i due livelli che non è risolutivo.
Altra notizia emersa dal convegno è che esiste un Centro di riferimento regionale per i disturbi dell’alimentazione, istituito nel 2003, presso il Dipartimento di Psichiatria della Seconda Università di Napoli, che eroga un trattamento multi professionale e fa da consulenza e supporto per le ASL della regione.
Il Direttore dell’Azienda Ospedaliera Moscati, Angelo Percopo, come tutti i rappresentanti delle diverse realtà medico-scientifiche nonché associazionistiche intervenute, ha sottolineato come sia necessario reperire risorse, che spesso sono mal direzionate, per attuare soprattutto in Irpinia un percorso concreto che metta in atto i progressi fatti a livello teorico in ambito scientifico sulle cure per la DCA.

È infatti ampiamente dimostrato come l’approccio terapeutico necessario sia multidisciplinare e debba coinvolgere diverse professionalità (dietologo, psicoterapeuta, biologo, dentista,ecc) perché non esiste un farmaco che curi l’anoressia o la bulimia, ma solo un trattamento che consideri l’utilizzo bilanciato di tecniche nutrizionali complementari (grande importanza svolgono gli integratori alimentari), della fitoterapia (in alternativa ai sedativi), della psicoterapia individuale e di gruppo ed il ricovero presso strutture residenziali adeguate.
Il ruolo fondamentale della struttura residenziale pubblica è ancora più evidente se si considera che il paziente è nella maggior parte dei casi un adolescente, spesso minorenne, e che ha bisogno di uscire dall’ambiente familiare per intraprendere un’efficace terapia. La buona notizia è che la Regione Campania vedrà presto nascere due residenze a carattere terapeutico riabilitativo, una a Napoli e una a Salerno, e che quella di Salerno sarà, secondo quanto preannunciato dal Prof. Palmiero Monteleone, Coordinatore Centro Pilota DCA Regione Campania, aperto nel mese di giugno di quest’anno.
Per quanto attiene alla realtà locale, la Cooperativa Sociale Onlus Effatà Apriti di Prata Principato Ultra, organizzatrice dell’evento, attraverso la volontà e l’esperienza personale del suo fondatore Padre Livio Graziano, rappresenterà uno degli anelli della rete dei servizi socio-sanitari per la cura dei disturbi del comportamento alimentare.

Leggi anche