martedì - 11 Maggio 2021

Vaccino, oggi somministrate 3.813 dosi in Irpinia

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    Dogana, sulla scelta di Fuksas il commento delle Sardine d’Irpinia

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    Riceviamo e pubblichiamo la nota delle Sardine d’Irpinia sull’affido dei lavori per la Ex Dogana all’Archistar Fuksas 

    Dogana – In un momento di crisi profonda per il settore dell’edilizia, in circostanze tanto delicate per i lavoratori a partita IVA, che si ritrovano a pagare le conseguenze della crisi economica causata dal protrarsi della pandemia, ci saremmo aspettati una scelta diversa.

    In nome del suo amore per Avellino e per gli avellinesi, avremmo ritenuto opportuno che Gianluca Festa selezionasse una squadra di progettisti irpini, consentendo a chi vive gli spazi del centro storico ed a chi abita il capoluogo di partecipare attivamente alla costruzione di una visione condivisa per il futuro di un bene architettonico di immenso valore storico quale è l’ex Dogana. 
    Il sindaco, invece, ha preferito affidarsi alla firma di un archistar: la fama di Massimiliano Fuksas, progettista, tra gli altri, del discusso Centro Congressi “La Nuvola” di Roma -ora convertito in hub vaccinale-, lo precede. 
    Nonostante ciò, noi Sardine d’Irpinia condividiamo i dubbi espressi dalle realtà associative della città, in particolare quelle del Comitato “Salviamo la Dogana”, Avellino Prende Parte e ControVento, per un intervento di restauro delicato che, più che dell’estro sfavillante di un archistar, avrebbe bisogno della sensibilità attenta di un team di eccellenze e professionisti del territorio, rafforzando la vocazione politica, culturale e sociale dell’intervento.
    Il nostro timore è che Fuksas, che aveva già dimostrato di avere un approccio ben lontano dal restauro conservativo che la cittadinanza si aspetterebbe per un bene di valore storico (basti pensare alla sua proposta per il restauro di Notre Dame de Paris, per la quale aveva proposto una guglia in cristallo di Baccarat), possa proporre un progetto tanto audace quanto inadatto ad un centro storico che, più che di tetti di cristallo, avrebbe bisogno di preservare la sua integrità stilistica con un’attenta manutenzione.
    Il Sindaco ha annunciato con teatralità ed entusiasmo la notizia della committenza durante la sua consueta diretta Facebook: “a progettare la riqualificazione, la ristrutturazione della nostra Dogana non sarà un semplice nome” sancisce platealmente.
    Le Sardine d’Irpinia chiedono a Gianluca Festa, il sindaco degli avellinesi, come egli stesso ama definirsi, il perché non abbia organizzato dei tavoli di confronto con i residenti, con le attività commerciali del centro storico, con le associazioni, con i cittadini, per arrivare ad una decisione di comune accordo. Perché non coinvolgere gli studi di architettura e ingegneria irpini? Soprattutto, perché affidarsi al nome di un archistar come fosse una garanzia di sicura riuscita, senza che prima sia stato proposto un progetto da discutere e approvare?
    In ultimo, ci appelliamo alla sensibilità dell’architetto, augurandoci che Fuksas possa restituire alla città la sua Dogana, preservandone la forma e la struttura, nel rispetto di un’architettura che per troppo tempo è stata abbandonata a se stessa.
    6000 sardine d’Irpinia
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