Elettrodotto Bisaccia-Deliceto: opera autorizzata ma i Comuni promettono battaglia



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L’elettrodotto Bisaccia-Deliceto si farà: la Regione Campania ha autorizzato la realizzazione dell’opera ma i Comuni irpini interessati dal passaggio dei tralicci non mollano e minacciano ricorso al TAR

L’iter procedurale e burocratico si è concluso: l’ elettrodotto Bisaccia-Deliceto, che congiungerà Puglia e Campania, si farà. La Giunta Regionale campana infatti, con delibera n. 96 del 21 febbraio scorso, ha autorizzato l’installazione dei tralicci nel territorio dei Comuni di Bisaccia e Lacedonia. Si tratta di un’opera che è presente nel Piano di sviluppo della rete di trasmissione nazionale sin dal 2008. Trasporterà elettricità con una tensione pari a 380 kV e attraverserà 5 comuni: Bisaccia per 12,7 km, Lacedonia 6,1 km, Rocchetta Sant’Antonio 5,3 km, Sant’Agata di Puglia 6,9 km e Deliceto 4 km per un totale di 35 km di rete aerea sostenuta da 77 piloni con un’altezza media di circa 39 metri.bisaccia-deliceto

Un’infrastruttura strategica che intende consentire il trasferimento in sicurezza dell’energia prodotta in Puglia verso la Campania e garantire la connessione alla rete elettrica nazionale dei nuovi impianti di produzione da fonte rinnovabile. I Comuni irpini interessati hanno deciso di far sentire la loro voce chiedendo l’immediato ritiro della delibera regionale. Intanto il Sindaco di Bisaccia, Marcello Arminio, ha annunciato ricorso al TAR. Ad una decisione simile è giunto anche il Sindaco di Lacedonia, Antonio di Conza, anche se in questo caso manca la ratifica per mezzo di un atto ufficiale da parte della Giunta comunale.

La richiesta dei due Primi Cittadini è molto semplice: l’interramento dell’opera realizzando così un cavidotto piuttosto che un elettrodotto. In verità questa ipotesi è già stata esaminata e scartata dal Ministero dello Sviluppo Economico per ragioni tecniche ma soprattutto a causa del forte dissesto idro-geologico che interessa l’area in questione e che metterebbe a rischio la sicurezza dell’impianto.

Non solo eolico selvaggio dunque: l’Irpinia d’oriente teme di essere ulteriormente sfigurata da un’opera che a detta dei comitati oppositori è superflua e inutile: infatti sarà realizzata parallelamente ad un altro elettrodotto che da Bisaccia corre verso Calaggio seppur con una potenza inferiore pari a 150 kV. Perché allora non ammodernare e potenziare un’infrastruttura già esistente piuttosto che costruirne una nuova con ripercussioni ambientali potenzialmente devastanti?

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