Emergenza profughi, centro di accoglienza a Rotondi



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L’emergenza profughi coinvolge anche l’Irpinia, tra i comuni avellinesi anche Rotondi aprirà un centro di accoglienza e già nascono polemiche e perplessità

A Rotondi, per far fronte alla nuova emergenza profughi, sarà aperta una struttura indirizzata ad accogliere 100 persone. La notizia arriva da Avellino, la cui provincia è destinata ad accogliere almeno 300 profughi. Una novità che ha creato non poche perplessità e problemi soprattutto perché giunge in pieno periodo elettorale.

emergenza profughi
La questione ha scosso molti poiché il piccolo centro caudino è un comune che conta poco meno di 3mila abitanti, dei quali solo 400 vivono nella località di Campizze, luogo in cui sarà aperta la struttura e che sarà destinata quindi ad accogliere queste 100 persone in più.

L’Irpinia sembra essere stata colpita in pieno dall’emergenza immigrati e si ritroverà a gestire una situazione molto delicata.
L’eccessivo afflusso di profughi ha creato non pochi problemi finora, per via della sostanziale inadeguatezza delle strutture destinare ad accogliere i nuovi arrivati.

Il flusso massiccio di queste persone crea non pochi problemi agli organi responsabili dell’ordine pubblico e dell’assistenza ai profughi stranieri. Fare appello alla solidarietà purtroppo non basta a far fronte agli oneri derivanti da una permanenza duratura dei profughi.

Anche in Irpinia per reagire alla nuova emergenza che coinvolge tutta l’Italia, la quota di persone da ospitare è destinata a crescere e si parla già di ben 2mila profughi da sistemare nelle varie strutture.
Proprio la questione dei profughi ha portato a febbraio allo scioglimento anticipato del consiglio comunale, che nulla ha potuto fare contro la decisione di trasformare un albergo di Campizze in una struttura volta ad accogliere queste persone.

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I due nuovi candidati a sindaco, al di là delle elezioni, hanno deciso di incontrarsi per far fronte a questa situazione che desta preoccupazioni che vanno oltre le campagne elettorali.
Purtroppo la buona riuscita di queste strutture è nulla, spesso i rifugiati di trovano in condizioni precarie, costretti ad affrontare una vita di emarginazione e di stenti.

Controllare una situazione di per sé precaria sembra un’impresa ardua, si aspettano le direttive in merito dagli aspiranti sindaci.

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