Eolico in Alta Irpinia: una nuova consapevolezza…e Vinicio?



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Eolico
Monte Airola : le immagini dicono tutto

Alcuni giorni fa si è svolta ad Andretta una riunione sul tema dell’eolico. Diverse le riflessioni emerse sulla questione 

 Dalla riunione svoltasi sabato pomeriggio ad Andretta per vedere il da farsi sul minieolico, sorgono delle riflessioni inevitabili:

  • Perché solo nell’immediato è stata disposta un’ordinanza con la quale si vieta il transito sul monte Airola ai mezzi superiori alle 3,5 tonnellate, quando queste pale erano in procinto di essere installate da 3 anni circa?
  • Come mai il noto cantautore Vinicio Capossela non ha ancora detto una parola su uno dei suoi paesi d’origine (infatti la madre è originaria di una frazione), quando 7 anni fa venne sul Formicoso ed anche la sua presenza diede coraggio agli abitanti locali per evitare una discarica? Non potrebbe venire da queste parti, al di là degli amici e parenti, solo per lo Sponz Fest, dove risulta che non lo faccia gratuitamente…se uno ci tiene alla terra d’origine, non la abbandona a se stessa.
  • Perché, pur essendoci tante persone in questo incontro, non c’è stata la stessa eco mediatica del 2009? Forse la discarica non porta gli stessi vantaggi economici delle pale?
  • Perché si tende sempre ad informare a cose fatte? E’ questa la sensazione che emerge, tranne in un frangente dell’estate 2015, ma questo silenzio evidentemente era foriero di qualcosa…

Potremmo andare avanti all’infinito, mettendo in difficoltà chi di dovere (amministrazione comunale, Provincia, Prefettura…), moratorie retroattive e non retroattive, MegaWatt e non MegaWatt, eolico e minieolico, ma se pensiamo a qualche anno fa, quando su questo argomento erano in pochissimi a cantarsela da soli, ora c’è una consapevolezza di cosa sta accadendo e di strani casi di neoplasie proprio in prossimità di queste pale, coincidenze?

Sono semplici domande/riflessioni che poniamo a chi di dovere, sperando che stiano adempiendo tutte le loro funzioni, e che anche se il recente 30% ha detto no ad un altra brutta gatta da pelare, le trivelle, la coscienza civica è in forte aumento, è questo il dato dal quale ripartire.

Comitati, associazioni, liberi cittadini, stanno rallentando un processo di modifica del territorio che, inutile girare attorno al problema, cambia inevitabilmente l’ecosistema di un territorio, ci limitiamo solo a questo.

Chi vi scrive non vuole l’eolico, vuole un’energia pulita, ricavata dalle tante acque che abbiamo, vorrebbe che questi paesi diventassero borghi diffusi, che ospitassero le più svariate comunità, che facessero tornare i tanti irpini emigrati all’estero, che ridessero vita alle peculiarità locali (agroalimentare, artigianato, arte ecc.).

È talmente complicato? Ma evidentemente a qualcuno piace complicarsi la vita…ma in cambio di cosa???

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