sabato - 25 Giugno 2022
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    Falsi Sinistri Stradali: i Carabinieri hanno dato esecuzione di 11 misure cautelari

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    Falsi Sinistri Stradali: i Carabinieri hanno dato esecuzione di misure cautelari nei confronti di 11 persone

    Falsi Sinistri Stradali – Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino hanno dato esecuzione a un’ordinanza
    applicativa di misure cautelari nei confronti di 11 persone (delle quali 4 destinatarie della misura coercitiva
    carceraria, 4 della misura degli arresti domiciliari, una dell’obbligo di dimora e due della sospensione
    dall’esercizio della professione di consulente per infortunistica stradale) emessa dal G.I.P. presso il Tribunale
    di Avellino, su richiesta della Procura della Repubblica, in quanto gravemente indiziate, allo stato delle indagini,
    di “associazione per delinquere” finalizzata alla “truffa in danno di istituto di assicurazione“, nonché di “falsità
    materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici“.
    L’attività di indagine ha consentito di disvelare l’esistenza di tre distinti gruppi criminali, operanti prevalentemente
    nel Capoluogo avellinese, dediti all’organizzazione di una notevole quantità di falsi sinistri stradali, con il
    concorso di diversi complici, di varia estrazione sociale e professionale.
    L’organizzazione risulta aver precostituito 74 falsi sinistri stradali, per un potenziale danno economico alle
    compagnie assicurative coinvolte pari a circa 600.000 euro (di cui oltre 270.000 circa già liquidati a favore delle
    false vittime degli incidenti).
    Le indagini hanno, altresì, consentito di ricostruire l’articolata compagine organizzativa, fatta, appunto, di distinti
    gruppi criminali, operanti in ambiti diversi, acquisendo indizi di reità nei confronti di 267 persone, ciascuna delle
    quali con compiti ben precisi. Il protocollo operativo dei gruppi era, tuttavia, simile: i falsi sinistri erano inscenati
    in aree prive di sistemi di videosorveglianza e le lesioni, procurate al fine di supportare le richieste risarcitorie,
    andavano dalle ipotesi più lievi delle ecchimosi o delle abrasioni fino a quelle più gravi della rottura dei denti o
    delle lesioni agli arti. A tal fine, gli indiziati assoldavano soprattutto persone in precarie condizioni economiche,
    in alcuni casi anche minorenni o soggetti affetti da gravi patologie. Questi ultimi acconsentivano a subire lesioni
    di particolare gravità, con la promessa che il risarcimento assicurativo sarebbe stato tanto più consistente quanto
    più gravi fossero state le lesioni.
    I sodalizi si avvalevano, per la compiuta istruzione delle pratiche risarcitorie, di 17 medici (indagati per aver
    rilasciato attestazioni false circa le lesioni subite dalle vittime), di 3 avvocati (due dei quali destinatari della
    misura restrittiva degli arresti domiciliari) e di 2 titolari di studi di infortunistica stradale (destinatari del
    provvedimento di inibizione all’esercizio dell’attività professionale).
    Nel medesimo contesto operativo, sono state effettuate perquisizioni, con la presenza del Pubblico Ministero,
    presso i domicili e gli studi legali riconducibili a due avvocati indagati e si è data esecuzione ad un provvedimento
    di sequestro preventivo di beni mobili ed immobili (per la somma concorrente di euro 273.000) nei confronti di
    10 degli indagati, ritenuti i promotori e gli organizzatori dei sodalizi.
    L’indagine in questione si inserisce in un più articolato programma investigativo, elaborato da questo Ufficio in
    collaborazione con le Forze di Polizia, volto a contrastare il dilagante fenomeno delle frodi assicurative, con le
    connesse ripercussioni sugli assicurati onesti.

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