Il senso di questa Festa dei Lavoratori in Irpinia



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La Festa dei Lavoratori quest’anno ha un senso diverso, considerando le innumerevoli problematiche che il lavoro, ancora una volta dimostra di avere 

Il lavoro oggi è un problema fondamentale che riguarda la maggior parte del vivere quotidiano e viene spesso raccontato tenendo conto del passato. Senza considerare che quello che abbiamo di fronte è il futuro.

L’argomento ci riserva molti spunti, soprattutto in questo primo maggio, anno delle elezioni amministrative in molti paesi d’Irpinia, ma la sfida più ostica è nel capoluogo.

Questa Festa del Lavoro viene a cadere in un momento non roseo per il futuro irpino, basti pensare alle innumerevoli vertenze. Messe in atto dai sindacati e pericolosamente declassate dalla politica locale.manocalzati

Con i lavoratori Aias che hanno attuato lo sciopero della fame, con i lavoratori della Sirpress (ex Almec) di Nusco che hanno ancora una volta manifestato davanti all’azienda, per arrivare alle problematiche legate al processo Isochimica.

Si spazia dunque in tutti i settori e l’appello alla politica è forte: “Fate Presto”, usando la prima pagina de Il Mattino all’indomani del Terremoto dell’80. Oggi la mobilitazione generale è frutto di una forte presa di posizione da parte delle aziende, quelle che prima ascoltavano il lavoratore.

Nel complesso stiamo vivendo un anno di decisioni importanti, si è votato il 4 marzo, ma ancora non sappiamo chi ci governa. Abbiamo appreso dai giornali il dato dello spopolamento che in Irpinia ha allontanato un intero paese (2mila persone) l’anno scorso, giovani soprattutto.

Questo dovrebbe farci pensare e dovrebbe far pensare soprattutto chi questo paese lo governa, chi questa terra l’amministra. Lo spopolamento e lo sviluppo sono parallele che camminano vicine, salendo o scendendo in maniera opposta.

Il primo maggio a Lioni

Viene da pensare che ancora una volta abbiamo il dovere di fare gli irpini anche da questo punto di vista, lo dobbiamo fare per non partire e per non morire. Domani a Lioni i sindacati Cgil, Cisl e Uil, proveranno a toccare questi temi. Dopo tanti anni di nuovo insieme.

Questo segnale unitario sul lavoro continua a permettere una speranza che ancora una volta viaggia su questa terra dopo il 23 novembre 1980 e dopo questi anni di silenzio e di assuefazione.

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