Flumeri, si procede a nuove assunzioni all’IIA



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Attesa alla IIA di Flumeri per le modalità con cui si procederà alla selezione del personale dopo otto anni di blocco della produzione

 

Tutto pronto all’IIA di Flumeri per le ripartire dopo le mille peripezie affrontate negli ultimi anni, tra cui il blocco della produzione e la cassa integrazione. Ci saranno nuove assunzioni, come dichiarato durante l’incontro tra il Sindaco di Roma, Virginia Raggi, e i vertici di Industria Italiana Autobus, lo scorso dicembre.

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Restano da decidere i criteri e le modalità per il reclutamento e il successivo ingresso del nuovo personale presso l’ex Irisbus. Lo svolgimento del reclutamento sarà ad opera di un’agenzia interinale delegata dalla IIA. Ovviamente anche i dipendenti sotto contratto verranno reinseriti.  Il territorio irpino chiede pubblicità e promozione delle nuove assunzioni, attribuendo ad esse un grosso e specifico valore, anche superiore a quella che è la mera assunzione, ed inoltre richiede trasparenza, assoluta correttezza.

60 I NUOVI POSTI DI LAVORO A DISPOSIZIONE

Sono 60 i nuovi posti di lavoro a disposizione, come afferma anche la Rsu della Fiom Cgil interna ad Industria Italiana Autobus:

“Attendiamo la convocazione dell’azienda per la sottoscrizione dell’accordo che apre all’assunzione di 60 giovani tramite le agenzie interinali, per portare a regime la produzione”.

 

Le rappresentanze sindacali, nel frattempo, continuano a premere sulle istituzioni, a partire dall’istituzione rappresentata dalla Regione Campania. Lo scopo è quello di far sì che si sblocchino gli investimenti concordati già da tempo con l’Industria Italiana Autobus. Investimenti che contribuirebbero a rendere più competitivo lo stabilimento di Flumeri, dando ad esso l’opportunità di raggiungere quel tanto ricercato e famigerato salto di qualità. In vista del totale riassorbimento della produzione dalla Turchia entro il 2021, l’obiettivo dichiarato dalle organizzazioni è vedere sbloccati gli investimenti al più tardi prima di maggio. A tal proposito la componente della direzione nazionale della Cgil di Landini dichiara:

“Non dimentichiamo infatti che la produzione è ancora nelle mani della Turchia e fino a quando non uscirà da qui il prodotto made in Italy, la nostra battaglia è aperta. C’è ancora tanto da fare”.

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