domenica - 16 Maggio 2021

Vaccino, oggi somministrate 4.386 dosi in Irpinia

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    Foto/Conferenza stampa del Procuratore sul caso alloggi

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    Nella tarda mattinata si è tenuta la conferenza stampa del Procuratore Capo Cantelmo sull’arresto dei due funzionari comunali in merito agli alloggi popolari

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    Alle ore 12,00 di questa mattina, come annunciato, si è tenuta la conferenza stampa del Procuratore Capo Rosario Cantelmo, affiancato dal Questore Maurizio Ficarra e dal Capo della Mobile Marcello Castello. La conferenza è stata aperta dal Dott. Ficarra che si è detto orgoglioso del lavoro della sua squadra, ma rammaricato che si verifichino episodi dalle fattezze tanto ripugnanti.

    Abbiamo proceduto al fermo di Polizia Giudiziaria nei confronti di due soggetti per uno dei reati tra i più odiosi. Sono tutti odiosi i reati. Questi in particolare, dal mio punto di vista, sono i più odiosi, perché fatti da pubblici ufficiali

    “Odiosi”, esattamente così sono i reati tutti e ancor più, come sottolinea il Questore, quelli commessi da chi è dentro il sistema Stato. Ascoltare queste parole, con quel lieve accento palermitano del Dott. Ficarra, mi ricorda le parole di Paolo Borsellino che, contro la corruzione dello Stato, ha sempre combattuto, fino alla morte.

    Vorremmo poterci dedicare soltanto ai delinquenti, ai mascalzoni che circolano per le strade di questo Paese e commettono reati. Vorremmo che il Potere Amministrativo, per primo vigilasse sui propri dipendenti e sui propri funzionari. Quando l’Autorità Giudiziaria e le Forze di Polizia si devono sostituire al Potere Amministrativo, non va bene.

    Non va bene che la serpe venga covata in seno a chi non dovrebbe arrogarsi nessun diritto, se non quello di fare gli interessi dei propri cittadini. Dopo l’intervento del Questore, la parola è passata al Procuratore Capo della Repubblica Cantelmo che rende manifesti i suoi dubbi in merito alla conferenza stampa in atto:

    Noi abbiamo riflettuto molto se fare o meno questa conferenza stampa, poi abbiamo deciso di farla in considerazione del fatto che la vicenda ha una grossa risonanza.

    In seguito il Procuratore Capo ha chiarito la situazione dei due funzionari:

    Esiste un provvedimento, questo del fermo di due funzionari del Comune di Avellino, che è stato emesso esclusivamente dalla Procura. Non c’è ancora un vaglio di un giudice che arriverà al più presto possibile, come previsto dalla legge, ma in questo momento è una sola parte in campo: la Procura […] La vicenda credo che la conoscete, perché ha avuto uno sviluppo prima massmediatico e poi processuale, quella relativa alla questione dell’assegnazione degli alloggi popolari. Le dichiarazioni sono state fatte, innanzi tutto, in sede mediatica da una persona assegnataria dell’alloggio, il quale aveva riferito di aver dato delle somme di danaro a due funzionari pubblici dei quali, oggi, nonostante il provvedimento, eviteremo di fare i nomi. […] É una vicenda che indica uno squallore morale, un pubblico funzionario che dall’alto del suo potere, delle funzioni pubbliche che esercita, approfitta di una parte debole, una parte che è in condizioni economiche più disagiate e che diventa, in qualche modo, vittima delle sue richieste.

    Dopo una descrizione oggettiva dell’accaduto, il Procuratore Capo si lascia ad una caratterizzazione della città di Avellino, non l’isola felice che si descrive, ma una realtà in cui esiste ed è radicata la criminalità ad ogni livello

    Avellino si scopre città nella quale c’è corruzione all’interno degli uffici pubblici. Uno dei Palazzi del Potere di questa città trova dei funzionari che fanno commercio, vendono le loro funzioni in cambio di agevolazioni di carattere economico. Credo che prima o poi si debba fare i conti con questa realtà e si finisca col dire che Avellino è un’isola felice. L’isola felice è un’isola che non c’è, come dice un importante cantante. Avellino è una realtà nella quale sono diffusi tutti i reati. Qualitativamente non ha niente da invidiare a nessuno e oggi siamo arrivati al livello più preoccupante, quello che coinvolge la Pubblica Amministrazione, i Pubblici Ufficiali, l’esercizio legittimo o illegittimo di queste pubbliche funzioni. Certo, c’è una differenza quantitativa rispetto alle altre realtà della Campania e dell’Italia, ma questo è un discorso a parte. Nella sua proporzione più limitata di piccola Provincia, Avellino non si fa mancare nessun tipo di reato.

    Considerazione quanto mai vera quella del Procuratore Capo. A chi, ad esempio, addita sempre la città partenopea come la culla della criminalità organizzata e non, come il mostro da cui salvarci e propone Avellino come il modello di grazia e giustizia, Cantelmo ricorda che il capoluogo irpino è nella stessa barca, soltanto con le dovute proporzioni.

    Altra sottolineatura forte è che nessuno deve far propri i meriti di questa operazione che stanno solo nella prontezza della Mobile e della Questura. Inoltre, il Procuratore Capo sottolinea come fosse evidente anche il piano di fuga dei due funzionari:

    Si erano allontanati, si erano dati alla fuga, almeno noi abbiamo ipotizzato il pericolo di fuga, poi sarà il giudice a dirci se abbiamo ragione o non abbiamo ragione. […] C’è stato anche un episodio di intimidazione.

    Dopo le parole del Procuratore capo, poi, la palla è passata al coordinatore della Mobile Castello che ha descritto l’operazione:

    L’operazione di ieri pomeriggio, intorno alle ore 19.00, ha visto il fermo di Polizia Giudiziaria di questi due funzionari del Comune di Avellino. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura della Repubblica per “concorso in corruzione” – come meglio specificato dal Procuratore Capo “Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio”-. I soggetti sono stati rintracciati perché temevamo che si fossero allontanati volontariamente da Avellino. Uno dei due si trovava a Milano e l’altro si trovava in un comune della provincia di Benevento. Con il supporto della Squadra Mobile di Milano siamo riusciti a rintracciarlo, perché era in un contesto particolarmente affollato, l’Expo di Milano. Entrambi i funzionari sono stati tradotti presso la Questura di Milano e la Questura di Avellino per gli accertamenti di rito e successivamente sono stati condotti presso la Casa Circondariale di San Vittore e a Benevento, il secondo.

    Le indagini stanno proseguendo e i due funzionari verranno sottoposti a giudizio, come sottolineato più volte dal Procuratore Capo. Nell’isola infelice di Avellino regna la stessa identica corruzione che affligge il resto del Paese.

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